Biologia

È possibile diventare invisibili alle zanzare?

Che cosa attrae verso di noi le zanzare? A pungerci sono le femmine, che necessitano delle proteine presenti nel nostro sangue per la maturazione delle loro uova, mentre i maschi si limitano a mordere solo le piante.

Possiamo in qualche modo renderci “poco appetibili” o, meglio ancora, “invisibili” agli occhi di questi odiosi insetti che infestano le nostre povere notti estive (e non solo)? 
Per quanto concerne la prima domanda, la scienza ci fornisce molte informazioni. Per la seconda, la risposta è NO: le zanzare dispongono di tutto il necessario per scovarci, di una tale quantità di sistemi di rilevazione e reazione da far invidia ai computer più sofisticati collegati ai robot più potenti, il tutto gestito da un cervello che è più o meno grande quanto il punto che chiude questa frase.

Sistemi radar infallibili

Sui palpi mascellari (protrusioni del capo simili ad antenne) della zanzara sono situati specifici recettori di anidride carbonica, in grado di fiutarla fino a 164 metri di distanza. Basta che respiriate e quindi emettiate anidride carbonica perché questa nuvoletta di gas si disperda nell’aria, e qualche particella giunga al “naso” di una zanzara, scatenando nel suo cervello una raffica di impulsi nervosi: siete stati intercettati.

Anatomia della zanzara
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Una volta individuata l’anidride carbonica (che da sola non le è sufficiente per trovarvi, altrimenti vi volerebbe direttamente in bocca, situazione tanto fastidiosa per voi, quanto inutile per lei), la zanzara sposta l’attenzione sulle caratteristiche visuali dell’ambiente. Non segue le mode: predilige sempre i colori scuri e il rosso.

L’esperimento del Caltech

Per verificare questo, alcuni ricercatori del Caltech (California Institute of Technology) hanno lasciato delle femmine volare liberamente in una galleria del vento dai colori chiari, salvo che per un unico quadrato scuro sul pavimento alla fine del tunnel. Inizialmente, le zanzare volavano senza prestare alcuna attenzione al pavimento; non appena, però, gli sperimentatori introducevano nella galleria della CO2, gli insetti iniziavano a ispezionare il riquadro oscuro, volandoci sopra per ore, ad un’altezza di un paio di centimetri.

Le prede preferite

Negli esperimenti del Caltech, per “atterrare” nel punto giusto, le zanzare si servivano a questo punto dei composti chimici e del calore emessi dal bersaglio. Ad attrarle maggiormente erano gli oggetti caldi e con un alto grado di umidità, come la pelle sudata. Questo spiega perché risultano più “appetitose” le persone in sovrappeso (hanno uno scambio ossigeno/anidride carbonica maggiore), le donne incinte (producono più CO2 con il respiro rispetto alla media e la loro temperatura corporea è più alta), i tipi sportivi (durante l’esercizio fisico sudano e si riscaldano, e inoltre nei loro muscoli si forma acido lattico, di cui le zanzare percepiscono l’odore), i bevitori di birra (non è chiaro se dipenda dall’etanolo o dal fatto che gli alcolici facciano aumentare la temperatura corporea).

Le zanzare preferiscono il sangue del gruppo 0 e sono inoltre attratte dai batteri della pelle, il che spiegherebbe il motivo per cui ci pungono soprattutto alle estremità: piedi, mani e viso, in quest’ordine, sono le zone predilette dalle zanzare per i loro “banchetti” proprio perché è qui che albergano colonie di batteri. Infine, secondo Jerry Butler, entomologo forense all’Università della Florida, “le persone con alte concentrazioni di colesterolo o steroidi sulla pelle attirano più zanzare”.

Senza scampo

Pare che una zanzara possa anche fare a meno di uno qualsiasi dei suoi strumenti e riuscire comunque a scovarvi senza grandi problemi. Indossare vestiti chiari, ad esempio, serve a neutralizzare solo uno dei loro numerosi sistemi di rilevazione, straordinariamente e fastidiosamente efficaci, ma non a contrastare i loro poteri sensoriali. Se anche tratteneste il respiro per non farle “fiutare” la CO2, lei sarebbe comunque attratta dal calore del vostro corpo, purché vi voli abbastanza vicino. Qualora poi accanto a voi ci sia un amico (che respira!), in men che non si dica, la zanzara vi pungerà entrambi (impedire al vostro amico di respirare è altrettanto inutile). Se emanate calore, siete sudati (cosa scontata in questi giorni di afa insopportabile) e magari indossate un capo oscuro, siete spacciati! Metteteci una pietra sopra.

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Vincenzo Giordano