“Creato in laboratorio”: dopo il topo stanno per riportare in vita un animale estinto | Più grande anche di un elefante

Laboratorio, ecco le nuove specie create dalla scienza (Freepik Foto) - www.sciencecue.it
Nel corso della storia, l’essere umano ha sempre cercato di spingersi oltre i limiti imposti dalla natura.
Dalla domesticazione degli animali all’ingegneria genetica, l’ambizione di plasmare il mondo circostante non ha mai smesso di guidare la ricerca scientifica. Le scoperte degli ultimi decenni dimostrano che la biotecnologia è in grado di modificare il corso dell’evoluzione stessa, aprendo scenari affascinanti e al tempo stesso controversi.
Le innovazioni nel campo della genetica hanno portato a risultati sorprendenti, spesso al confine tra fantascienza e realtà. Tecniche come il CRISPR-Cas9 hanno permesso di riscrivere il DNA con una precisione senza precedenti, rendendo possibili interventi impensabili fino a pochi anni fa. Tuttavia, ogni progresso porta con sé interrogativi etici e scientifici che non possono essere ignorati.
Se da un lato queste tecnologie promettono di risolvere problemi ambientali e biologici, dall’altro pongono questioni sulla loro reale applicabilità e sulle conseguenze a lungo termine. La comunità scientifica si interroga sulla sostenibilità di tali progetti e sulla loro effettiva utilità per il pianeta.
Alcuni sostengono che stiamo giocando con meccanismi troppo complessi per essere controllati, mentre altri vedono in queste ricerche la chiave per un futuro più prospero.
Un esperimento senza precedenti
Uno degli esperimenti più ambiziosi di questi ultimi anni è stato condotto da Colossal Biosciences, un’azienda statunitense all’avanguardia nel settore della biotecnologia. Secondo quanto riportato da Sky TG24, il team di ricerca ha sviluppato una nuova specie animale, chiamata “topo lanoso”, per testare tecniche avanzate di editing genetico. Questo roditore geneticamente modificato è stato dotato di una pelliccia dorata e folta, ispirata a quella di animali ormai estinti.
Gli scienziati, guidati dal genetista Rui Chen, hanno analizzato il patrimonio genetico di diverse specie preistoriche, tra cui il mammut lanoso e l’elefante asiatico. Attraverso l’editing genetico, sono stati identificati e replicati specifici geni responsabili di caratteristiche come la distribuzione del grasso e l’isolamento termico. Il successo di questo esperimento rappresenta un passo fondamentale verso obiettivi ben più ambiziosi.

Il sogno della de-estinzione
L’obiettivo dichiarato da Colossal Biosciences è quello di riportare in vita il mammut lanoso, un progetto che potrebbe avere implicazioni profonde sull’ecosistema globale. La capacità di ricreare specie estinte solleva interrogativi non solo scientifici, ma anche ecologici ed etici. È davvero possibile reintegrare un animale preistorico in un ambiente che è mutato radicalmente?
Nonostante il grande entusiasmo per questi progressi, la comunità scientifica resta divisa. Alcuni esperti vedono nella de-estinzione una soluzione alla perdita di biodiversità e ai cambiamenti climatici, mentre altri avvertono che le difficoltà tecniche e biologiche sono ancora immense. Sky TG24 sottolinea come lo studio non sia ancora stato sottoposto a revisione scientifica, segno che il cammino verso il ritorno del mammut è ancora lungo e incerto.