Non si deve abbassare la guardia. La lotta tra uomo e virus è continua e non c’è mossa peggiore di riporre le armi contro un patogeno solo perché, da qualche tempo, non se ne hanno più notizie. Lo sanno bene gli abitanti della Papua Nuova Guinea, che lo scorso Aprile si sono trovati di fronte ad un nuovo caso di Poliomielite. Diciotto anni sono passati da quando non si aveva una notizia di questo tipo ma l’attenzione, evidentemente, non può calare.

Come riportato dall’ANSA, il Ministro della Salute di Papua, Pascoe Kase, afferma che il governo è ora estremamente preoccupato dall’accaduto e la priorità immediata sarà impedire la diffusione del virus. Forse, però, bisognava pensarci prima.

La Poliomielite, una patologia severa

Chi ha memoria di quanto accadde a metà del secolo scorso, per vissuto o tramite racconti, sa bene cos’è la Poliomielite. Una patologia potenzialmente mortale, che causa gravi danni al sistema nervoso centrale distruggendo quei neuroni che consentono di muovere i muscoli, i cosiddetti motoneuroni. Il risultato è una progressiva perdita delle facoltà motorie fino alla morte, se ad essere colpiti sono le cellule che guidano la contrazione dei muscoli respiratori.

La Polio torna a far paura in Nuova Guinea
Ph. lamedicinainunoscatto.it

Grazie alla scoperta dei vaccini e all’istituzione dell’obbligo vaccinale nei Paesi industrializzati non si hanno più notizie di casi di Polio da diversi anni. In Italia, infatti, l’ultimo episodio risale al 1982. Fortunatamente, nonostante ciò il calendario vaccinale italiano prevede la somministrazione di quattro dosi a ciascun bambino. In tal modo l’intera popolazione, anche coloro che il vaccino non possono riceverlo, sono protetti.

In Papua Nuova Guinea l’ultimo caso, prima di quest’anno, risaliva al 2000. Nel frattempo la memoria della malattia, evidentemente, è venuta meno e in molti hanno iniziato a non vaccinare più.

I virus non perdonano

La copertura vaccinale contro la Poliomielite, in Nuova Guinea, si attesta intorno al 61%. Nonostante si tratti di una patologia altamente contagiosa, e potenzialmente mortale, il 39% dei bambini nati negli ultimi 18 anni non hanno ricevuto la corretta copertura vaccinale. Un problema non da poco se si pensa a quanto può essere devastante questa malattia.

Mantenere alta l’attenzione, un aspetto fondamentale

Quanto accaduto deve far riflettere sull’importanza delle vaccinazioni, sulla costanza che tutti i Paesi devono avere per garantire l’immunità della popolazione per quelle malattie che sappiamo prevenire ma non curare. L’infezione da Polio-virus, infatti, non è una patologia eradicabile. Ad oggi chi la contrae può essere sottoposto ad una terapia volta a limitare i sintomi ma che non è in grado di prevenire la distruzione dei motoneuroni che, presto o tardi, avverrà.

I vaccini salvano la vita

Non ci stancheremo mai di ripeterlo. I vaccini sono una delle armi migliori che la medicina moderna ha a disposizione. Il caso della Guinea è solo l’ultima delle prove dell’importanza di avere un’alta copertura vaccinale.

Oggi viviamo in mondo dove il dibattito su questi farmaci è costantemente acceso. Eppure non vi dovrebbe essere alcunché di cui discutere, e questa è solo l’ultima prova.

 

 

Fonte: ANSA
Per approfondire: ISS