Giovedì 8 agosto, durante un test nucleare nei pressi della base militare di Nenoksa, è avvenuta una violenta esplosione sulla quale il governo russo continua a non dire molto.

I primi aggiornamenti hanno permesso di acquisire informazioni sull’oggetto dell’incidente: sembra infatti che si tratti di un reattore nucleare che forniva materiale propulsivo ad un missile sperimentale, ormai sotto test già da diversi mesi.

Cosa sappiamo sui danni causati dall’esplosione?

Ancora avvolti in un alone di mistero restano, invece, le identità di alcune persone coinvolte nell’incidente o il luogo e l’ora esatta dello stesso. Ancora da chiarire è, inoltre, la dinamica dell’incidente, che non permette di stimare con esattezza il danno arrecato all’ambiente circostante, nonché le giuste misure per una eventuale evacuazione della zona.

Risulta infatti molto difficile riuscire ad estrapolare le giuste informazioni, dato che il governo russo ha un forte controllo dei giornali e dei canali tv nazionali: si parlava, ad esempio, di radiazioni con valori fuori della norma per 40 minuti dopo l’incidente, per poi passare, dopo un’analisi da parte dell’agenzia federale per la protezione aziendale, ad un tempo di ben due ore e mezza.

Radiazioni che, in ogni caso, raggiungono fino a 16 volte il valore dei raggi gamma, ossia quelle più pericolose emesse durante una fissione nucleare.

L’ipotesi stessa di un’evacuazione non è stata ancora chiarita. Infatti, se in un primo momento si parlava di evacuazione immediata a bordo di treni militari sia per Nenoksa che per le cittadine limitrofe, la notizia ora sembra essere stata smentita.

La probabile esplosione di un missile di nuova generazione

Anche la dinamica dell’incidente, come già ribadito più volte, resta ignota, o quantomeno non dettagliata ancora. Stando alle dichiarazioni di funzionari dell’intelligence statunitense, l’oggetto dell’esplosione potrebbe essere un prototipo di missile a reazione nucleare chiamato 9M730 Burevestnik.

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Test del presunto missile oggetto dell’esplosione.
Crediti: www.ilpost.it

Si tratta di una tipologia di missile temuta per la complessità del suo funzionamento, ma al tempo stesso molto studiata da paesi come la Russia o gli Stati Uniti per la sua capacità di superare di gran lunga l’efficienza e le prestazioni di un missile a combustibile.

Essendo così pericoloso e complesso, il SSC-X-9 Skyfall (così chiamato dalla NATO) non è stato ancora mai sperimentato. Sebbene le indiscrezioni riferite al Burevestink/Skyfall, non vi è ancora alcuna conferma ufficiale del fatto che sia stato lo studio di questo missile la causa di una tale esplosione. Tuttavia, nulla viene escluso dato che, sebbene con 100% di insuccesso, il missile è già stato testato in lancio 4 volte lo scorso anno.

 

Fonti: www.ilpost.it, www.bbc.com, www.nytimes.com