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martedì, 22 Settembre, 2020

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Airbnb e la cedolare secca del 21%

 

A partire dal 16 ottobre le piattaforme di intermediazione degli affitti turistici, tra cui airbnb, dovranno cominciare a pagare la tassa del 21% inserita nella “manovrina” di correzione dei conti pubblici da 3 miliardi di euro. La piattaforma, in qualità di intermediaria degli affitti turistici, avrà l’obbligo di trattenere e versare all’Erario le imposte dovute dai proprietari di casa. La tassa, per la precisione, dovrà essere corrisposta da tutte le 20mila agenzie iscritte alla Federazione italiana degli agenti immobiliari professionali (F.i.a.i.p.).

Come funziona la nuova tassa?

In sostanza, viene stabilita una cedolare secca del 21%, introdotta nel 2011 per i contratti di locazione a canone libero 4+4, anche per le locazioni brevi (quelle con durata non superiore ai 30 giorni). Airbnb diventerà sostituto d’imposta: la ritenuta dovrà, infatti, essere gestita direttamente dagli intermediari. Il portale, quindi, tratterrà l’importo al momento del pagamento per poi versarlo all’Erario.

Le proteste

La protesta di Airbnb non si è fatta attendere e, per il tramite di Alessandro Tommasi (Airbnb Italy) ha subito evidenziato il danno che la nuova tassa recherà non solo al portale quanto anche al turismo italiano. Grazie ad Airbnb, sostiene Tommasi, sono giunti in Italia circa 5 milioni e 856 mila turisti con una permanenza media di 3,7 notti a soggiorno.

Tali numeri potrebbero subire dei cali. La protesta di airbnb, tuttavia, non si ferma a queste motivazioni ma riguarda anche i tempi di attuazione della disposizione: la legge è operativa da giugno 2017 e il 12 luglio l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una circolare con le indicazioni per adottare il sistema della cedolare secca, definendo la scadenza per i primi versamenti al 17 luglio. Tempi tanto stretti da costringere gli operatori, secondo airbnb e altri soggetti interessati, a non rispettare la legge. Per questo motivo, a inizio agosto, è arrivata la proroga: i versamenti dovranno essere effettuati a partire dal 16 ottobre utilizzando il codice tributo 1919 tramite il modello F24. Il versamento verrà effettuato entro il giorno 16 di ogni mese per le locazioni del mese precedente.

Airbnb, inoltre, al fine di garantire la più totale trasparenza nella gestione dei versamenti, dovrà inviare una certificazione annuale indicante tutti gli importi pagati.

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Elio Enrico Palumbierihttp://studiolegalepalumbieri.it
Laureato in diritto comparato europeo e transnazionale presso l'Università di Trento e specializzato in diritto dell'innovazione e diritto agroalimentare in partnership con lo Studio Associato Zortea Sandri. Presidente dell'associazione NIDOnet con esperienze di team interdisciplinari, problem solving creativo, project management e negoziazione. Editor, oltre che per CloseUp Engineering, per Agrinews (circuito Wolters Kluwer), CucinaMancina e Il Progresso. Autore dello studio "la diffusione dei preincubatori" per Veneto e Nordest (CGIA di Mestre, 2014).