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Alla scoperta delle sfere di Moeraki

Il mistero delle sfere di Moeraki sulla spiaggia neozelandese di Otago affascina ed attrae turisti da tutte le parti del mondo. Ma di cosa si tratta esattamente?

Categorie Curiosità e Consigli · Geologia · Viaggi
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Sono circa una cinquantina le sfere sparpagliate sulla spiaggia della costa di Otago vicino all’insediamento di Moeraki. Alcune di esse sono frantumate altre invece ancora intatte. Ma cosa sono esattamente?

La Nuova Zelanda è senza alcun dubbio una delle terre più misteriose ed attraenti del nostro pianeta. Grazie ai suoi ghiacciai, i fiordi ed i vulcani riesce a concentrare una moltitudine di scenari affascinanti e primordiali. Il mistero delle sfere di Moeraki, sparse sulle spiagge di Koekohe, è uno di quelli che attrae maggiormente i visitatori di tutti il mondo.

I Moeraki Boulders non sono altro che enormi massi rocciosi che rendono incredibile ed assolutamente atipico il litorale neozelandese. Delle enormi biglie che sembrano essere emerse dagli abissi oceanici e che si sono trasformate in una delle più affascinanti e misteriose attrazioni dell’intero continente. Infatti, mentre le più piccole hanno una circonferenza media di 50 cm, le più grandi arrivano persino ai due metri di circonferenza e a pesare ben 7 tonnellate.

La leggenda dei navigatori Maori

La leggenda che i Maori, popolazione aborigena del luogo, hanno diffuso negli anni racconta che le sfere sarebbero in realtà delle ceste per il pesce e delle borracce in legno di zucca pietrificate. Queste sarebbero i resti del naufragio di Arai-te-uru, una grande canoa che aveva permesso alla tribù di navigatori Maori provenienti dalla terra degli antenati di raggiungere la Nuova Zelanda. L’opinione degli scienziati è invece diversa. Le sfere sarebbero in realtà delle concrezioni formatesi in seguito alla cementificazione del fango del Paleocene e che le onde del mare hanno modellato nel corso di milioni di anni.

Sfere di Moeraki: tra scienza e mistero

A formarle ci ha pensato quindi un processo geologico. Accumuli di carbonato di calcio, biossido di silicio, solfuro di ferro e ossido di ferro sono stati trasportati dall’acqua e si sono depositati a strati concentrici, cementati da una sorta di calcestruzzo primordiale. La componente rocciosa di questi massi è infatti interrotta da delle crepe che si allargano dal centro verso l’esterno, sigillate da della calcite marrone e giallastra. La forma sferica sarebbe quindi il risultato di un processo di erosione durato circa 60 milioni di anni.

La spiegazione fornita dagli scienziati è sicuramente deludente, specie se si tiene conto delle diverse ipotesi meno verosimili ma sicuramente più divertenti che il mistero sulla origine delle sfere ha col tempo alimentato. Tra queste, l’ipotesi che le sfere non siano altro che delle uova lasciate da una popolazione aliena ma che non sono riuscite a sopravvivere al clima del luogo. O ancora, c’è chi crede che si tratti di una ignota specie di uova di dinosauro. Ipotesi alimentata soprattutto dal ritrovamento di scheletri di dinosauro nelle vicinanze.

Sfere di Moeraki: a tutela di un patrimonio naturale

Per la loro unicità, i Moeraki Boulders sono sotto tutela: vietato ogni tipo di danneggiamento o spostamento. Non si potrebbero neanche toccare, ma è difficile tenere a bada i tanti turisti che non perdono occasione di visitare questa straordinaria spiaggia soprattutto al tramonto, quando il sole fa brillare il guscio perfettamente liscio e levigato dei massi. Sebbene negli anni alcune delle sfere si siano rotte, non sono state rimosse, così da permettere a tutti di ammirare anche la loro composizione interna, diversa da ogni altra roccia presente al mondo.