LIstituto matematico Clay, organizzazione privata no-profit con base a Cambridge, istituì il 24 maggio dell’anno 2000 il Millennium Prize Problems, vale a dire un insieme di sette problemi matematici la cui soluzione prevede un premio di un milione di dollari ciascuno (oltre alla morale gloria eterna). Ebbene, tra questi problemi c’è anche la famigerata “Ipotesi di Riemann“, il soggetto del nostro articolo, nonché la star di oggi.

Ma andiamo per ordine: che cos’è l’ipotesi di Riemann?

Per esprimere con chiarezza questo concetto, abbiamo pensato che nessuno potrebbe farlo meglio del docente di Analisi Matematica all’Università di Parma, Alessandro Zaccagnini:

La prima formulazione della congettura riguarda la distribuzione degli zeri di una funzione di una variabile ‘complessa’ detta zeta e che ormai ha preso il nome dallo stesso Riemann. La funzione zeta ha un collegamento molto stretto con la distribuzione dei numeri primi e, in particolare, la posizione dei suoi zeri è legata alla possibilità di contarli in modo accurato. Dal punto di vista geometrico, possiamo esprimere la congettura di Riemann dicendo che gli zeri della funzione zeta si trovano confinati su due rette nel piano complesso.

L’introduzione è stata fatta. Ma perché soffermarci tanto su questo discorso? Perché, a quanto pare, il noto matematico Michael Atiyah è riuscito a risolvere questo problema che attanagliava tutti gli scienziati del mondo da circa 160 anni. In una conferenza durata meno di un’ora, Atiyah ha dichiarato di aver raggiunto l’ambito traguardo partendo dallo studio della costante di struttura fine, un parametro che correla le principali costanti fisiche dell’elettromagnetismo. E il matematico britannico ha “osato” anche descrivere il procedimento come “molto semplice“, sconvolgendo così l’intera comunità scientifica.

Ci teniamo, tuttavia, a evidenziare una cosa: tale dimostrazione avrebbe un impatto di incredibile portata nel mondo così come lo conosciamo. Dunque, finché non arriveranno notizie certe dalla comunità matematica, è una notizia che va presa letteralmente con il “contagocce”.

Chiudiamo augurando un grande “in bocca al lupo” al matematico Micheal Atiyah e con un piccolo intervento di Zaccagnini:

Al momento non ci si può sbilanciare in alcun modo. Atiyah ha pubblicato un abstract di cinque pagine. Solo una è dedicata alla dimostrazione della congettura di Riemann. La vera dimostrazione, con ogni probabilità, occuperà centinaia di pagine.