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Angelo Falcone

Studente di Ingegneria Gestionale affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili.

Unibo Ricerca. Un progetto Alma Mater a bordo della Stazione Spaziale Internazionale

Bologna, 17 agosto 2017 – Il progetto IN SITU Bioanalysis del Dipartimento di Chimica “Giacomo Ciamician” dell’Alma Mater è partito il 14 agosto con la navicella spaziale SpaceX Dragon dalla base di Cape Canaveral nella missione SpX-12 per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Sarà l’astronauta Paolo Nespoli a sperimentarlo direttamente a bordo, venerdì 18 agosto, in collegamento diretto con il gruppo di ricerca del Prof. Aldo Roda, presso le facilities di Kayser Italia, a Livorno.

Il biosensore In Situ, nato nel laboratorio di Chimica analitica e bioanalitica dell’Alma Mater, sarà sperimentato da Paolo Nespoli, in missione VITA sulla ISS, per controllare, in tempo reale, il proprio stato di salute per mezzo di alcune analisi chimico-cliniche su campioni della saliva, ottenuti in maniera non invasiva. I dati, raccolti in un computer portatile, saranno poi inviati a terra via telemedicina, permettendo così la diagnosi precoce di eventuali disturbi e l’attivazione tempestiva delle opportune terapie farmacologiche. Nel dettaglio, la ricerca sarà focalizzata sulla determinazione dei livelli salivari di cortisolo, un biomarker di stress. Lo stesso biosensore potrà, in seguito, essere facilmente adattato anche per l’analisi di altri biomarcatori utilizzabili per la valutazione dello stato psico-fisico degli equipaggi spaziali.

Il payload è composto da una serie di dispositivi usa e getta per la raccolta di un campione di saliva, una serie di cartucce usa e getta (LFIA Cartridges) contenenti ciascuna tutti i reagenti e la fluidica per completare l’analisi del campione e un lettore di chemiluminescenza basato su una camera CCD portatile e ultrasensibile, collegata ad un computer di bordo.

Il progetto si avvale della collaborazione con la National Aeronautics and Space Administration (NASA) ed è stato selezionato e finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

Sulla Stazione Spaziale Internazionale, che assicura un’ininterrotta presenza umana nello spazio, sono condotti numerosi esperimenti di ricerca scientifica e tecnologica in diversi campi tra i quali chimica, biologia, medicina e fisiologia. L’ASI, al fine di mettere a disposizione della comunità scientifica ed industriale i diritti di utilizzo della ISS acquisiti dalla NASA, ha selezionato e finanziato 11 progetti di ricerca e dimostrazioni tecnologiche che Paolo Nespoli sperimenterà sul laboratorio spaziale orbitante.

FONTE – Ufficio Stampa Alma Mater Studiorum – Università di Bologna

Difficoltà nel trovare parcheggio? Ci pensa un robot

La stratup francese Stanley Robotics ha iniziato a raccogliere fondi da Elaia PartnersBpifrance and Idinvest Partners fino a raggiungere la cifra di 3.6 milioni di Euro. Questa grande somma di denaro è stata investita per lo sviluppo di un robot innovativo ed utile, chiamato Stan. Quest’ultimo ha il compito di parcheggiare le automobili in luoghi pubblici ed affolati. Ad esempio nei parcheggi sotterranei di centro commerciali, aeroporti o qualsiasi altra sturttura con grandi parcheggi.

Il funzionamento è a dir poco geniale! I ragazzi della Stanley Robotics hanno ripreso uno dei principi più semplici della robotica, quello di creare il classico “portapacchi”. Stan infatti solleverà, letteralmente, le auto per poi posteggiarle correttamente.

Come funziona il robot Stan

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Foto del robot sviluppato dalla Stanley Robotics. Source: techcrunch.com

Il test è stato effettuato all’interno dell’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi, dove il robot resterà per continuare il suo lavoro dato il grande successo riscontrato dall’esperimento. Durante il test, gli automobilisti sono arrivati all’interno del grandissimo parcheggio aeroportuale per automobili ed hanno lasciato la propria auto in un’apposita area e sono andati via.

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Stan mentre si reca sotto un’auto per sollevarla. Source: dday.it

In quel momento Stan ha individuato le auto e si è messo all’opera! Grazie alla piattaforma collegata ad esso, riesce a sollevare singolarmente ogni tipo di automobile ed a trasportarla presso un’aera di parcheggio libera.

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Dispositivo per la gestione del ritiro. Source: dday.it

A gestire il tutto è un computer centrale che si occuperà dell’intero sistema. Di conseguenza dovrà comunicare con Stan riguardo i posti liberi, le auto da parcheggiare e gli orari per il ritiro auto. Tutti i clienti dell’aeroporto che usufruiranno del servizio, potranno programmare il ritiro tramite l’applicazione creata ad hoc. Per utilizzare l’app sono presenti dei dispositivi, che ricordano i Bancomat. Al loro interno è installata anche una fantastica funzionalità che permette di sincronizzare gli orari del ritiro con quello dei voli, in modo da automatizzare il processo. Questo permetterà anche a Stan di organizzare meglio gli sapzi ed i tempi, parecheggiando in aeree più distanti le auto che dovranno restare per meno tempo e viceversa.

 

Vantaggi ed obiettivi futuri del robot Stan

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Schema comparativo dei parecheggi con e senza l’utilizzo di Stan. Source: dday.it

I vantaggi hanno due nomi: tempo e spazio. Per quanto riguarda il primo, è abbastanza evidente ed intuitivo che i clienti guadagneranno un certo lasso di tempo ed eviteranno ritardi e problemi con i voli. Parlando invece del secondo vantaggio si guadagnerà tanto spazio, con una percentuale che va dal 30% al 60%. Questo perché le auto potranno essere parcheggiate molto più vicine tra di loro, dato che non ci sarà bisogno di spazio per far scendere autista e passeggeri.

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Esempio di ritiro auto da parte di Stan. Source: dday.it

Ci sarà anche un grande risparmio di denaro, in quanto non ci sarà bisogno dell’impianto di illuminazione, del servizio per le pulizie, dell’accesso ai pedoni, della segnaletica ed ulteriori elementi con funzione puramente estetica.


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