E’ noto che l’assunzione prolungata di quantità eccessive di alcol ha effetti avversi sul sistema nervoso centrale. Difatti l’alcolismo cronico influisce negativamente sul cervello portando a deterioramento cognitivo, atrofia celebrale o demenza.

In seguito all’assunzione eccessiva di etanolo, i volumi di materia bianca e di materia grigia del cervello possono diminuire fino al 10% negli alcolisti cronici. Al contrario, il contenuto di liquido cerebrospinale  nel cervello aumenta, in proporzione alla riduzione del volume celebrale.

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Mentre è indiscutibile che il consumo eccessivo di alcol è un rischio per la salute, diversi studi hanno rilevato che basse dosi potrebbero essere invece benefiche per la salute, portando ad un aumento della produttività del sistema glinfatico del cervello, ovvero una rete di vasi per lo smaltimento dei rifiuti all’interno del cervello.

 

La ricerca

La ricerca svolta dal Center for Translational Neuromedicine presso l’Università di Rochester Medical Center (URMC) consiste nel “far ubriacare i topi”. In primo luogo, topi coscienti sono stati iniettati con basse (0,5 g / kg), intermedie (1,5 g / kg) o alte dosi (4 g / kg) di etanolo – corrispondenti a circa 44 millilitri, 133 ml e 354 ml di alcol puro per un uomo di 70 kg.

Successivamente, è stato somministrato nel cervello un composto tracciante in modo tale da poter osservare il flusso del liquido cerebrospinale dopo l’assunzione di etanolo.

Circa 45 minuti dopo aver ricevuto l’alcol, i topi nel gruppo a basso dosaggio hanno mostrato un aumento medio del 40% nel flusso glinfatico, rispetto ai topi trattati con un liquido di controllo non alcolico. Al contrario, i topi che hanno assunto dosi intermedie e alte hanno mostrato rispettivamente una riduzione del 34% e del 28% della funzione glinfatica.

Sezioni coronali del cervello dei topi dopo l’assunzione di diverse dosi di alcol
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Per avere un’idea precisa di quanto il bere regolarmente possa influire sulla capacità di eliminazione dei rifiuti del nostro cervello, gli autori hanno somministrato a un diverso numero di topi le stesse dosi ogni giorno per 30 giorni, esaminando successivamente il loro cervello.

I topi a basse dosi di alcol hanno mostrato una circolazione glinfatica leggermente migliorata rispetto ai topi di controllo, sebbene la differenza non sia così drammatica. Questi topi hanno inoltre comportamenti e abilità motorie perfettamente normali, in ogni momento della giornata.

Come previsto, la dose media ha diminuito la funzionalità, questa volta di circa il 19%. Invece il gruppo di topi con dose elevata a lungo termine non è stata valutato dai ricercatori, poiché questa quantità di alcol può aver introdotto fattori confondenti come l’infiammazione epatica e la steatosi. Lo studio ha inoltre riportato che l’esposizione cronica alla dose elevata di alcol ha avuto un tasso di mortalità del 40% tra i roditori.

 

“2,5 bicchieri al giorno tolgono il medico di torno”

La ricerca ha dimostrato che la quantità ideale per avere un aumento della produttività del sistema glinfatico del cervello è di circa 2,5 bicchieri al giorno di vino (per una persona di 70 kg).

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“In questo studio, abbiamo dimostrato per la prima volta che basse dosi di alcol sono potenzialmente utili per la salute del cervello, in particolare migliora la capacità del cervello di rimuovere i rifiuti” afferma Maiken Nedergaard, l’autore principale e co-direttore del Center for Translational Neuromedicine. Inoltre aggiunge: “Questo studio non è ancora in grado di valutare le conseguenze a lungo termine dell’alcol sulla salute del cervello, ma può aiutare a spiegare perché l’assunzione di alcol da basso a moderato dosaggio è associata a un minor rischio di demenza, mentre bere pesantemente per molti anni aumenta il rischio di declino cognitivo”.