Nel 1984, il Campionato mondiale di scacchi fu bruscamente interrotto dagli organizzatori, preoccupati dalle condizioni fisiche del giocatore russo Anatoly Karpov, che dopo decine di partite aveva perso ben dieci chili. Ma è il cervello il vero responsabile?

Per quanto strano, i giocatori di scacchi professionisti, nonostante non siano sottoposti a sforzi fisici eccessivi, possono bruciare fino a 6.000 calorie in un giorno, secondo quanto riferito da ESPN qualche tempo fa.

A riposo, per permettere il corretto svolgimento delle funzioni di base (respirazione, digestione…), il cervello consuma il 20-25% del budget energetico dell’intero organismo, corrispondenti, mediamente, a circa 350 calorie per le donne e a 450 calorie per gli uomini.
Nell’età infantile, il consumo energetico del cervello è ancora maggiore, come afferma Doug Boyer, professore di antropologia evolutiva presso la Duke University (North Carolina):

Tra i 5 ed i 6 anni, il cervello può utilizzare fino al 60% di tutta l’energia corporea.

Tutto questo non vale solo per l’uomo

Insieme alla ricercatrice Arianna Harrington, Boyer ha condotto uno studio sul consumo energetico da parte del cervello nei mammiferi, dal quale è emerso che alcune specie molto piccole, come i marmoset pigmei, dedicano gran parte dell’energia corporea al cervello, così come avviene per l’uomo.

cervello
Usare intensamente il cervello serve a bruciare calorie? Crediti: Shutterstock

Secondo Boyer, nonostante il cervello sia un organo relativamente leggero (nell’uomo non supera 1.5 Kg), può essere considerato “grande” se confrontato con il resto del corpo (questo vale sia per gli esseri umani che per i marmoset); di conseguenza, come spiegato dal ricercatore a Live Science:

Se hai un cervello davvero grande rispetto alle dimensioni del tuo corpo, probabilmente sarà metabolicamente più costoso.

Gran parte dell’energia utilizzata dal cervello è dedicata alla comunicazione tra neuroni, mediante segnali chimici trasmessi attraverso strutture cellulari chiamate sinapsi. Secondo quanto affermato da Harrington, “il trasporto di ioni attraverso le membrane è uno dei processi più costosi che hanno luogo nel cervello“.

In più, l’organo non è mai realmente a riposo: anche quando dormiamo, necessita di energia per regolare delle funzioni vitali.

Allenare la mente serve a bruciare calorie?

Alla luce di quanto detto finora, una domanda sorge spontanea: allenare costantemente il cervello permette di assorbire più energia e, quindi, bruciare più calorie?

Tecnicamente, la risposta è si, se si parla di compiti cognitivi difficili. Per compito mentale “difficile” si intende un qualcosa che il cervello non può risolvere usando procedimenti già appresi in precedenza, come l’imparare a suonare uno strumento o fare la giusta mossa durante una partita a scacchi.

Secondo Claude Messier, professore di psicologia e neuroscienze all’Università di Ottawa (Canada):

Quando ci si alleni per imparare qualcosa di nuovo, il cervello si adatta per aumentare il trasferimento di energia in qualunque regione attivata dall’allenamento.

Ma attenzione, perché se speriamo che usare intensamente il cervello possa servire a smaltire uno snack, ci sbagliamo: l’energia richiesta per questo tipo di attività, infatti, rappresenta una piccolissima parte del budget energetico utilizzato dal cervello per tutti gli altri suoi processi. Sempre secondo Messier:

Non siamo a conoscenza della maggior parte delle attività svolte nel cervello. E gran parte di tali attività non è correlata alle attività coscienti come l’apprendimento di come cantare o suonare la chitarra.

Inoltre, come afferma Harrington:

Il cervello è in grado di deviare il sangue [e quindi l’energia] in particolari regioni che sono attive in quel momento. Ma si ritiene che la disponibilità complessiva di energia nel cervello sia costante.

Quindi, nonostante lo svolgimento di compiti cognitivi difficili possa incrementare il consumo di energia, questo non incide in maniera significativa sul bilancio complessivo.

Lo stress eccessivo come causa del dimagrimento

Alla luce di quanto detto finora, cosa avrebbe causato l’importante perdita di peso di Karpov durante la competizione? L’idea generale è che la causa di tale cambiamento fisico sia l’eccessivo stress e la riduzione del consumo di cibo, non l’intensa attività mentale.

I giocatori professionisti di scacchi, infatti, sono sottoposti a pressioni che possono provocare sudorazione, aumento della frequenza cardiaca e respirazione più rapida: combinati insieme, alla lunga, questi tre fattori causano un consumo calorico. In più, alcune partite possono durare parecchie ore e questo impedisce ai giocatori di rispettare ritmi alimentari regolari.

In conclusione, quindi: il pensare, da solo, non fa dimagrire. Ma se siete alla ricerca di ispirazione e concentrazione, uno snack dolce potrebbe tornarvi utile.