Curare la Sclerosi Multipla (SM) con le cellule staminali. Questo è il progetto del Prof. Angelo Vescovi e del suo staff. Il direttore scientifico di Revert Onlus e dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo ha annunciato nei giorni scorsi i risultati positivi del trial di fase 1 realizzato su tre pazienti affetti da SM secondaria e progressiva. Lo ha fatto durante l’Assemblea Nazionale della Pontificia Accademia per la Vita al fianco del Monsignor Paglia.

A seguito di questa prima fase di studio i pazienti sembrano non aver mostrato effetti collaterali degni di nota, dimostrando una certa sostenibilità del trattamento. Le cellule staminali potrebbero dunque dimostrarsi una svolta nella lotta alle malattie degenerative.

La Sclerosi Multipla, una patologia del Sistema Nervoso Centrale

Della Sclerosi Multipla tutti abbiamo sentito parlare almeno una volta. Ma cos’è realmente? Stiamo parlando di una patologia rara, che affligge circa 114 mila persone in Italia e circa tre milioni nel mondo. È una malattia degenerativa a decorso cronico della sostanza bianca del Sistema Nervoso Centrale. In diverse aree del SNC si instaurano dei danni cellulari e delle perdite di mielina. Queste aree demielinizzate, essendo diffuse, danno l’aggettivo “multipla” alla patologia ed appaiono come delle placche.

Il danno al sistema nervoso centrale prodotto dalla SM
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Tutto ciò, ovviamente, compromette la funzionalità del tessuto. L’età di insorgenza della patologia è soprattutto tra la seconda e la quarta decade di vita, e ad essere colpite sono soprattutto le donne.

La ricerca, dalle origini ad oggi

La ricerca, dal valore di circa tre milioni di Euro, è cominciata nel Marzo 2017 quando l’AIFA e i Comitati Etici hanno approvato il Programma di Sperimentazione Clinica di Fase 1, proposto dal Prof. Vescovi.

In questo studio sono coinvolti diversi centri Italiani e Svizzeri, e il tutto sarà coordinato dall’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Pio di San Giovanni Rotondo. Oltre a questo centro saranno impegnati l’Ospedale Civico di Lugano e l’Ospedale Santa Maria di Terni. Sempre nella città di Terni ha sede La Fondazione Cellule Staminali che conserva le cellule necessarie allo studio.

In cosa consiste la sperimentazione

Il trattamento consiste in una iniezione di cellule staminali all’interno di un ventricolo laterale cerebrale. Questo metodo consente una rapida diffusione delle staminali a tutto il sistema nervoso, tramite il liquor cefalorachidiano.

In questa fase dello studio ciò che si vuole valutare non è tanto l’efficacia del trattamento contro la patologia ma quali siano le dosi di farmaco tollerabili senza effetti collaterali. Nella prima infusione sono state somministrate 5 milioni di cellule, che verranno raddoppiate nella seconda parte della ricerca, che si realizzerà in un prossimo futuro.

Come riportato da ANSA, ecco le parole del Prof. Vescovi:

“Quello intrapreso è un percorso lungo e complesso, ma la conclusione del trapianto sul primo gruppo di pazienti è un segnale positivo che rappresenta un nuovo traguardo per la ricerca scientifica italiana verso la cura delle malattie neurodegenerative. Per quanto si tratti di una sperimentazione di fase I, abbiamo costruito il disegno sperimentale in modo da avere qualche probabilità di potere evincere eventuali effetti terapeutici”.

 

Fonte: Revert Onlus