La missione Rosetta fu inaugurata nel 2004, e il suo scopo era quello di studiare la cometa 67P/ Churyumov-Gerasimenko al fine di arricchire le informazioni sul sistema solare. Le comete, infatti, sono interessantissime da questo punto di vista perché, nel corso dei loro viaggi lungo ampissime orbite, conservano materiale ghiacciato per moltissimi anni, permettendo di risalire ad un passato ormai remoto.

La sonda Rosetta non era sola attorno alla cometa

Dodici anni dopo il suo lancio, Rosetta fu la prima sonda ad orbitare intorno ad una cometa. Quest’ultima, ampia circa 4km, ebbe un ospite speciale: il suo nomer era Philae e fu il lander che dopo varie peripezie riuscì a pervenire sulla superficie della cometa per studiarne la composizione.

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La sonda Rosetta e il lander Philae sulla cometa.
Crediti: www.cnes.fr

Nel 2015, la sonda Europea Rosetta non era la sola ad orbitare attorno alla cometa 67P/ Churyumov-Gerasimenko: nei primi mesi dell’anno corrente, l’astrofilo spagnolo Jacint Roger stava analizzando le foto della cometa, quando riuscì a notare un piccolo oggetto orbitante mentre la sonda era in avvicinamento a circa 400 km dalla cometa il 21 ottobre 2015.

Roger ha poi creato una GIF pubblicandola sul suo profilo Twitter, lo scorso maggio, e attirando l’attenzione dei membri del team Rosetta. L’astrofilo era intento ad analizzare le immagini catturate dalla sonda tra agosto 2014 e settembre 2016, quando riuscì a notare un particolare: un piccolo punto che si spostava in maniera coerente con 67P/ Churyumov-Gerasimenko. Il suo nome è oggi Churymoon, conferitogli dal team di Rosetta stesso.

Nel video, le immagini dal canale YouTube VideoFromSpace.

Il caso speciale di Churymoon

Churymoon, originariamente parte della cometa, era ampio 4 metri, e riuscì a restare in orbita stabilmente per più giorni. In effetti non è poi così raro che si riesca ad individuare oggetti orbitanti attorno alle comete, che sono per lo più parti delle stesse che si staccano e restano per un po’ attratti dal loro debole campo gravitazionale.

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La sonda Rosetta fotografa Churymoon.
Crediti: www.duluthnewstribune.com

Ma quello di Churymoon è senza ombra di dubbio un caso raro e isolato, in quanto la piccola luna, nonostante le continue perturbazioni a cui era sottoposta, riuscì a restare in orbita per un tempo ben oltre la media.

Dopo che la GIF di Roger è diventata virale, l’ESA ha dedicato particolari approfondimenti allo studio delle medesime immagini analizzate dall’astrofilo, asserendo che:

Le immagini relative a Rosetta indicano che questo oggetto ha trascorso le prime 12 ore dopo la sua espulsione dalla cometa in un’orbita circolare attorno a 67P/ C-G ad una distanza da 2.4 a circa 3.9km. Dopodiché la piccola luna ha subito una perturbazione urtando parte della cometa, ma mantenendo comunque un orbita attorno ad essa per i successivi due giorni.

Il fatto che l’espulsione di materiale da parte delle comete non sia una rarità è dovuto essenzialmente al loro periodo di transito accanto al sole: il suo calore, infatti, surriscalda il nucleo della cometa causando la sublimazione del ghiaccio presente in superficie; questo procedimento porta con sé anche materiale appartenente alla cometa, creando una specie di nube di detriti spaziali temporanea attorno alla stessa.

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La sublimazione della cometa Halley.
Crediti: www.tomshw.it

Ma, dopo tutto, Churymoon ha collezionato importanti primati: oltre ad aver orbitato a lungo tempo stabilmente attorno ad una cometa, è anche il detrito spaziale naturale più grande mai individuato e, dichiara l’ESA, sarà ampiamente oggetto di studio nei prossimi tempi!

Fonti: www.astronomianews.it – www.space.com