fbpx

Home » Come sono stati inventati i cerotti?

Come sono stati inventati i cerotti?

Earle Dickson, un dipendente di Johnson & Johnson, inventò il cerotto moderno nel 1920 per aiutare sua moglie, spesso soggetta a piccoli infortuni domestici. Unì un batuffolo di cotone sterile al centro di una striscia adesiva, creando una soluzione pratica per proteggere ferite minori, facilitando l'applicazione e mantenendo la sterilità.

Categorie Curiosità e Consigli
Vuoi leggere tutti gli articoli del network (oltre 10.000) senza pubblicità?
ABBONATI A 0,96€/SETTIMANA

Nel 1920, Earle Dickson, dipendente della società americana Johnson & Johnson, specializzata in prodotti per la medicazione, lavorava nel reparto acquisti e comprava il cotone per conto della compagnia. Si era sposato da poco con una giovane donna piuttosto maldestra, che spesso lavorando in cucina riportava scottature e tagli. Le ferite erano troppo piccole e di scarsa importanza per poter venire protette con le grandi compresse chirurgiche della ditta. In seguito Earle Dickson scrisse, a proposito dei cerotti: “Ero deciso a trovare un sistema di benda che restasse ferma e che si potesse applicare facilmente pur conservandone la sterilità”. Per curare le ferite di sua moglie, Dickson prese un batuffolo del cotone con garza sterile della compagnia, e lo pose al centro di una striscia adesiva.

La creazione dei primi cerotti

cerotti

Dal momento che era una seccatura dover creare una nuova piccola benda ogni volta che ce n’era bisogno, Dickson pensò di produrne un gran numero e di utilizzare una stoffa di crinolina per coprire temporaneamente la parte adesiva delle bende così create.

Quando il presidente della ditta, James Johnson, vide che il suo impiegato strappava due pezzetti di crinolina e si applicava con estrema facilità la benda sul dito, comprese che la compagnia avrebbe ben presto avuto un nuovo prodotto di pronto soccorso.

Il nome Band-Aid, che in seguito sarebbe divenuto un termine generico per le piccole medicazioni, venne suggerito da un sovrintendente della filiale di New Brunswick della ditta, W. Johnson Kenyon. E quei primi cerotti venivano fatti a mano, in condizioni di sterilità, con il sistema della catena di montaggio. Agli inizi le vendite furono scarse.

Uno dei maggiori promotori dei cerotti Band-Aid fu il Dottor Frederick Kilmer, direttore del dipartimento di ricerca della compagnia. Intorno al 1890, Kilmer aveva avuto il merito di creare e introdurre sul mercato il Baby Talco Johnson e negli anni Venti del secolo scorso contribuì alla campagna pubblicitaria in favore dei cerotti Band-Aid.

Una trovata pubblicitaria

cerotti

Pubblicò articoli medici e divulgativi spiegando che in effetti il prodotto fosse in grado di impedire l’infezione e di accelerare la guarigione di taglietti e scottature. Una delle trovate pubblicitarie più intelligenti della compagnia fu quella di distribuire gratuitamente un numero illimitato di cerotti Band-Aid alle squadre di Boy Scout di tutta la nazione, nonché ai macellai locali. La popolarità del cerotto Band-Aid iniziò ad aumentare considerevolmente.

Nel 1924 venivano prodotti con dei macchinari, ed erano lunghi circa sette centimetri e mezzo e larghi quasi due centimetri. Quattro anni più tardi gli americani potevano acquistare Band-Aid con fori di aerazione nel cuscinetto di garza, che consentivano un maggior passaggio d’aria e acceleravano la guarigione. Da quando il prodotto è stato introdotto sul mercato nel 1921, si stima che la gente, in tutto il mondo, si sia bendata con più di cento miliardi di cerotti. Una stima sicuramente per difetto.

Quante straordinarie e insospettabili storie si nascondono dietro a tanti oggetti d’uso comune! Lo sapevate, ad esempio, che fu uno sposo sollecito a inventare il cerotto per soccorrere la moglie vittima di un piccolo incidente domestico? Al di là del gusto per il fatto curioso e insolito, per la notizia originale e sorprendente, spero che questo post e altri ad esso affini (che ho già pubblicato e che continuerò a pubblicare) vi faranno guardare con maggiore considerazione tanti oggetti, spesso utilissimi, se non indispensabili, che utilizziamo senza apprezzarne il valore e la genialità.