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Coronavirus, il farmaco testato a Napoli funziona: chiesto protocollo

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foto: Pixabay

Qualche giorno fa vi abbiamo parlato di una cura sperimentale – basata su un farmaco solitamente usato per l’artrite reumatoide – messa in atto su due pazienti affetti da coronavirus che presentavano quadri clinici severi, ricoverati all’ospedale “Cotugno” di Napoli.

Sempre in quell’occasione, abbiamo riportato le testimonianze dei medici che, in prima persona, hanno reso possibile la sperimentazione del farmaco per questo tipo di infezione. Testimonianze che erano e sono incoraggianti, in quanto è emerso che dopo 24 ore dalla somministrazione, i pazienti mostravano i primi miglioramenti.

La necessità di un protocollo nazionale

Ora uno dei principali protagonisti della vicenda – il dottor Paolo Ascierto dell’Istituto “Pascale” di Napolichiede un protocollo nazionale affinché il tocilizumab, il farmaco antiartrite usato, possa essere impiegato anche su altri pazienti d’Italia affetti da coronavirus ed in gravi condizioni.

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Il farmaco ha dimostrato di essere efficace contro la polmonite da Covid-19. Sono stati trattati i primi 2 pazienti in Italia, in 24 ore la terapia ha evidenziato ottimi risultati e domani sarà estubato uno dei 2 pazienti perché le sue condizioni sono migliorate. Ieri, iniziato il trattamento ad altre 2 persone ed oggi ne tratteremo altre due” (dott. Paolo Ascierto)

In Italia alcuni centri ospedalieri, come Bergamo, Fano e Milano, hanno già usato questa cura sui propri pazienti ma – continua il dott. Ascierto – “è molto importante che il suo utilizzo venga esteso quanto prima, così potremo salvare più vite“.

Stretta collaborazione con i colleghi cinesi

Fondamentale è stato anche il supporto fornito da alcuni medici cinesi, visto che in Cina la sperimentazione era già stata messa in atto su 21 pazienti.

Il Direttore scientifico del Pascale, il dott. Gerardo Botti, ha spiegato: “Abbiamo stabilito un vero e proprio ponte della ricerca con i colleghi cinesi, che avevano già osservato un miglioramento nei malati trattati in questo modo.

Solo la collaborazione internazionale consentirà di mettere a punto armi efficaci contro il Covid-19 e il Pascale da sempre si distingue per la capacità di siglare collaborazioni a livello globale. I risultati positivi di tocilizumab devono essere validati, per questo serve uno studio multicentrico nazionale“.

Fast track attivato dall’Aifa

Il possibile impiego del tocilizumab su tutto il territorio nazionale potrebbe essere facilitato dall’attivazione, da parte dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) e in collaborazione con l’Ema (European Medicines Agency), di una fast track, un iter che permetterebbe in poche ore di utilizzare in ospedale farmaci che abbiano evidenziato un’efficacia contro il Covid-19.

Altri farmaci usati contro il coronavirus

Quali sono gli altri farmaci che potrebbero contrastare l’infezione da Covid-19? Favilavir è un antivirale testato su 70 pazienti a Shenzhen con una buona efficacia e minimi effetti collaterali. È stato il primo farmaco approvato dalla National Medical Products Administration of China.

L’altro è il Remdesivir, un farmaco per l’Ebola messo a punto da Gilead Sciences: è in fase di sperimentazione in Asia e USA e nelle prossime settimane dovrebbero essere disponibili i risultati.

Ci sono poi i farmaci anti-Hiv, impiegati nel “cocktail” che viene somministrato ai pazienti contagiati, e quelli che hanno dimostrato in passato un’efficacia importante contro altri agenti patogeni come, ad esempio, il Galidesivir, usato per Ebola, Zika e Febbre Gialla.