Cominciamo con una domanda cruciale: perchè, oltre al test per il coronavirus, va effettuato un test su chi ha passato la malattia senza sviluppare sintomi ma che ha sviluppato gli anticorpi?

A rispondere a questa domanda, il virolo Roberto Burioni in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Secondo il docente del San Raffaele di Milano, infatti, condurre un’indagine sui casi totali includendo anche coloro che non hanno sviluppato sintomi è di rilevante importanza per osservare il decorso della patologia e soprattutto lo sviluppo degli anticorpi.

Coronavirus e test sugli anticorpi

Punto primo: permette di valutare quante persone sono venute, davvero, in contatto con il virus e si sono difese, anche senza sintomi. Punto secondo, il più importante da valutare nel tempo: dobbiamo capire se queste persone, che hanno sviluppato anticorpi, saranno protette, cioè hanno sviluppato un’immunità, nei confronti di una successiva esposizione al coronavirus.

Dunque, coloro che hanno contratto il coronavirus, avendo sviluppato gli anticorpi, sono immuni per una seconda epidemia?

Se la risposta è sì, potremmo mandare «sul campo» (nell’eventualità di una seconda ondata di contagio) queste persone, medici e sanitari, ad affrontare l’epidemia con rischi praticamente zero. E la popolazione «protetta», in generale, potrebbe stare tranquilla. Se è no, c’è un problema. Vuol dire che gli anticorpi sviluppati contro l’infezione non proteggono. E allora sarebbe un guaio per la messa a punto di un vaccino. Perché non sarebbe in grado di stimolare una difesa immunitaria protettiva dell’organismo.

E i tamponi? Quanto è giusto attendere il risultato di un tampone che deve essere peratro confermato dall’ Istituto Superiore di Sanità?

Il tampone, attualmente usato per intercettare la presenza del virus nel naso e nella gola, è molto affidabile e preciso. Però ormai non ha molto significato in chi ha sintomi respiratori e per di più ha una polmonite che si può facilmente vedere con una lastra ai polmoni. Finita la circolazione del virus influenzale, questa condizione è praticamente solo da coronavirus. Queste persone devono, in ogni caso, stare a casa. Così pure i loro contatti. È invece indicato per capire chi è veramente guarito. Per parlare di guarigione occorre che due tamponi, eseguiti a distanza di uno o due giorni, risultino negativi.”