Articolo a cura del Prof. Salvatore Di Grazia (@MedBunker)

Oggi mi permetto una riflessione personale su un argomento medico.
Le vaccinazioni.
Molti si chiedono perché alcuni genitori non vaccinano i loro figli lasciandoli esposti alle malattie infettive. Me lo chiedo anche io.

Cerco di darmi tante spiegazioni: si lasciano prendere dall’ansia, leggono false notizie preoccupanti e si spaventano, hanno dimenticato la pericolosità delle malattie e altro.
Non credo ci sia una risposta unica, certamente lo fanno perché credono così di proteggere i loro figli da un pericolo che loro sentono, anche se non reale.

Io ho, in questo senso, il vantaggio di essere medico e quindi, anche professionalmente, sono portato a ragionare con razionalità e mantenermi sui fatti, senza invenzioni o immaginazione.
Le malattie infettive sono per definizione pericolose.
Certo, non uccidono sempre (o la specie umana sarebbe estinta) ma, se non provocano danni importanti, sicuramente causano dolore, sofferenza, disagio, allarme e malessere.

Perché dovrei costringere mio figlio a stare male?
Visto che posso evitarlo, perché dovrei farlo rischiare?
Perché obbligarlo a sopportare una sofferenza pericolosa, visto che posso evitarla?

Testimonianze dal passato

Ho, inoltre, una grande passione per la storia della medicina e quindi leggo e studio testimonianze e ricordi che fanno venire i brividi, terribili.

Ieri leggevo dell’epidemia di fine 1800 in America, un’epidemia di difterite, grave malattia infettiva causata da un batterio.

Nell’immagine è mostrato l’andamento dei casi di Difterite nel mondo (barre) e i numeri della copertura vaccinale (linee).
© VaccinarSi

Il decorso più grave della malattia è molto impressionante. Si formano, nella gola della persona colpita, delle tenaci membrane spesso sanguinanti che, rapidamente, occludono le vie aeree.
Questo, prima rende difficile la respirazione, poi letteralmente soffoca il malato.
La descrizione delle sofferenze di quei bambini é incredibile, lascia attoniti.

Un chirurgo scriveva che la morte dei malati era un sollievo perché faceva finire le sofferenze di quei poveri bambini.
Nelle famiglie era una strage, la malattia arrivava ad uccidere il 5-10% dei nuovi nati ogni anno, tanto che esistono cimiteri riservati ai morti di difterite come quello di Garden Valley, negli Stati Uniti costruito dopo un’epidemia nella zona.

Ecco l’articolo del giornale locale del 22 novembre 1878 che raccontava i fatti:

“Domenica scorsa Henry Green, di Garden Valley, un nostro vecchio compagno dell’esercito, ha visto quattro dei suoi figli morire a casa, tre di loro quel giorno, uno il giorno prima.
Così sono cinque i figli che ha perso con questa terribile malattia, la difterite, in tre settimane.
Il nostro vecchio amico è stato molto sfortunato e ha avuto tutti accanto durante il suo enorme dolore.
Questo male terribile é attorno a noi e può raggiungere ogni posto in breve tempo.
Quando appare in un bambino non deve essere perso alcun tempo per portarlo dal medico
Questa malattia richiede un trattamento rapido e deciso.”

Ancora oggi, nel mondo, si muore di difterite e fondamentalmente non c’è terapia, l’unica possibilità è la prevenzione.

Ecco, forse abbiamo dimenticato questo, forse ci sentiamo imbattibili e sembra che certe cose a noi non capiteranno mai.
Non lo so.

So solo che, in scienza, coscienza e amore paterno, ho scelto di vaccinare mio figlio.