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Avigan è realmente efficace contro il coronavirus?

Categorie Covid-19 · Medicina

Da qualche giorno è diventato virale in Rete il video di un farmacista italiano, Cristiano Aresu, che dal Giappone parla con entusiasmo degli effetti positivi di un farmaco antivirale usato nel Paese del Sol Levante su pazienti affetti da coronavirus.
Il farmaco in questione è il Favipiravir, conosciuto in commercio come Avigan, e – come riporta l’Aifa – “è un antivirale autorizzato in Giappone dal Marzo 2014 per il trattamento di forme di influenza causate da virus influenzali nuovi o riemergenti e il suo utilizzo è limitato ai casi in cui gli altri antivirali sono inefficaci“.

Com’è la situazione in Giappone

Con una serie di video pubblicati sul proprio profilo Facebook, Aresu ha voluto mostrare l’attuale situazione in Giappone: dalle immagini, si vede chiaramente un Paese tornato quasi alla normalità, con gente che ride, scherza e va in giro tranquillamente.
Il motivo, secondo il farmacista, è questo farmaco antivirale (l’Avigan appunto), che fa fatto “tornare a respirare” il Giappone ed ha curato “il 90% dei casi di coronavirus“.

https://www.facebook.com/100012864362565/videos/895930930845711/

Avigan: cerchiamo di fare chiarezza

Come detto anche all’inizio dell’articolo, l’Avigan, nome commerciale del favipiravir, è un antivirale utilizzato dal 2014: è prodotto dalla Toyama Chemical (facente parte del gruppo Fujifilm) ed usato contro alcuni virus a RNA. Inizialmente, fu sviluppato per essere commercializzato come farmaco antinfluenzale ma, a causa di possibili effetti teratogeni, è considerato un farmaco di riserva.

Secondo quanto riporta Repubblica, Zhang Xinmin, direttore del Centro nazionale cinese per lo sviluppo della biotecnologia, ha dichiarato che il farmaco ha “un livello elevato di sicurezza ed è chiaramente efficace nel trattamento“. In più, i pazienti trattati sarebbero risultati negativi al test dopo quattro giorni dalla somministrazione.

I risultati di una ricerca cinese

Alcuni ricercatori dell’Università di Shenzhen hanno condotto uno studio su 80 pazienti affetti da coronavirus, paragonando l’azione dell’Avigan a quella di altri farmaci antivirali (nello specifico lopinavir e ritonavir).
Analizzando i risultati ottenuti, il team di scienziati ha osservato – nei pazienti trattati con Avigan – una riduzione di 4 giorni nel tempo di scomparsa del virus e un miglioramento a livello polmonare nel 91% dei casi. Nonostante i risultati incoraggianti, la ricerca è stata condotta su un campione poco numeroso e senza alcuna selezione iniziale, per cui i risultati potrebbero essere falsati. In Cina, comunque, sono in corso ulteriori test.

L’opinione dell’Aifa

L’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), l’ente che si occupa dell’intero processo regolatorio dei farmaci in Italia, ha espresso i propri dubbi riguardanti la reale efficacia di Avigan in un comunicato pubblicato sul proprio sito e su quello del Ministero della Salute.

Ad oggi, non esistono studi clinici pubblicati relativi all’efficacia e alla sicurezza del farmaco nel trattamento della malattia da COVID-19. Sono unicamente noti dati preliminari, disponibili attualmente solo come versione pre-proof (cioè non ancora sottoposti a revisione di esperti), di un piccolo studio non randomizzato, condotto in pazienti con COVID-19 non grave con non più di 7 giorni di insorgenza, in cui il medicinale favipiravir è stato confrontato all’antivirale lopinavir/ritonavir (anch’esso non autorizzato per il trattamento della malattia COVID-19), in aggiunta, in entrambi i casi, a interferone alfa-1b per via aersol“, si legge nella nota diffusa dall’Agenzia.

Il Veneto chiede l’autorizzazione per usare l’Avigan

Anche se l’Aifa ha sottolineato che è prematuro parlare di cura efficace, l’Agenzia ha annunciato che valuterà la richiesta avanzata dalla Regione Veneto riguardante l’inizio di una sperimentazione. A tal proposito, il governatore veneto Zaia ha dichiarato: “Siamo pronti a partire, abbiamo il nostro protocollo. L’Aifa deve darci l’autorizzazione. In Veneto stiamo già sperimentando 6 protocolli diversi, tutto per il Coronavirus. Siamo una grande piattaforma, spero che l’Aifa ci dia l’autorizzazione: noi vogliamo sperimentare l’Avigan“.

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