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Escher: quando la scienza moderna diventa arte

Escher e l'uso razionale di poliedri, figure geometriche ed interpretazioni di concetti appartenenti alla scienza, che gli hanno permesso di ottenere effetti paradossali.

Categorie Scienza
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M.C. Escher, nato a Leeuwarden nel 1898 e deceduto a Laren nel 1972, ha costruito la sua arte utilizzando paradossi geometrici e compositivi. La sua attività è costituita in gran parte da xilografie e litografie. L’artista ha esplorato differenti campi di studio quali la geometria, la cristallografia, fino alle leggi della percezione visiva. Ha focalizzato le sue ricerche sulla struttura dello spazio e sulle illusioni ottiche e geometriche.

Escher e l’infinito

In un periodo della sua vita Escher ha sviluppato il tema dell’infinito. Tra le opere di questo periodo vi è il “Limite del Cerchio III”(1959), dove l’artista ha riprodotto uno spazio iperbolico il cui modello è dovuto al matematico francese Poincarè. Mentre camminiamo sul bordo ci restringiamo sempre di più, proprio come accade ai pesci della figura. Per raggiungere il bordo quindi dovremmo percorrere una distanza che ci sembrerà infinita.

 Escher, “Circle limit III”
(“Limite del cerchio III”) - xilografia,  stampa da cinque piastre - 1959 - diametro 41,5 cm - Fondazione M. C. Escher –
Baarn (Olanda)
Maurits Cornelis Escher, “Circle limit III” (“Limite del cerchio III”) – xilografia,  stampa da cinque piastre – 1959 – diametro 41,5 cm – Fondazione M. C. Escher –Baarn (Olanda). Credits: Licesosabin matematicarte.

In “Esposizione di Stampe” (1956) ha invece raggiunto il limite della possibilità di espressione. L’immagine raffigura una persona che si trova all’interno di una galleria d’arte e sta osservando una stampa raffigurante una città marittima che, lungo i portici, ospita un negozio. Quel negozio è una galleria d’arte al cui interno si trova una persona che sta osservando una stampa raffigurante una città marittima… Dunque la persona è sia nell’immagine che al di fuori di essa; incontriamo così l’infinito ciclico. Un punto di discontinuità, in cui l’artista ha posto la sua firma, identificandosi come fulcro intellettuale dell’opera. Un punto che in matematica si definisce singolarità. 

M.C. Escher Esposizione di stampe
Esposizione di Stampe (1956). Credits: Zibaldone Scientifico.

Il concetto di relatività

Escher ha mutuato delle scoperte della matematica del ‘900 che hanno influenzato anche la storia del pensiero in generale: la relatività, la scoperta del moto perpetuo e la geometria frattale.

M.C.Escher la Relatività
La relatività di Escher. Credits: Arte world.

In “Relatività”(1953) Escher vuole comunicarci il fatto che esistono più piani della realtà. Questa litografia rappresenta un edificio impossibile dal punto vista fisico, perché combina piani prospettici inconciliabili. Possiamo notare infatti il risultato dell’intersezione di tre superfici terrestri, che determina l’impossibilità della convivenza tra gli uomini che giacciono sulle diverse superfici. Questi omini senza volto hanno un concetto diverso di ciò che è orizzontale o verticale, pur usando le stesse scale e compiendo lo stesso percorso. È tutta una questione di prospettiva e di punto di vista riguardo ad una stessa realtà. L’artista sembra insomma dirci che il nostro concetto di ciò che è reale è sempre relativo e dipende da noi stessi. La nostra concezione del mondo diventa oggettiva, ma non già il mondo stesso.

Il concetto di ambiguità

L’autore ci vuol dire che la nostra mente, tramite schemi a priori, si relaziona con la realtà osservata in modo ambiguo e incerto. Escher raggiunge un ulteriore passo dentro l’assurdo tramite figure geometricamente impossibili quali il “triangolo e scala di Penrose”, da cui ricava due celebri costruzioni artistiche “Salita e discesa” e “Cascata”.

Illustrazione di un oggetto impossibile da costruire.

Tramite il paradosso di una figura lineare che, con prospettive geometriche diverse, l’artista crea l’illusione ottica della continuità su e giù, ma che non può esistere realmente come oggetto tridimensionale. Viene quindi sfidata l’impossibilità fisica ambientando nei suoi edifici fantastici una cascata che sale su stessa, e una schiera di figure incappucciate costrette a ripetere senza posa una salita che non è una salita, perché è insieme sempre una discesa.

M.C.Escher Cascata
M.C.Escher- Cascata. Credits: Artsupp

Perchè gli scienziati amano Escher

Il lavoro di Escher assomiglia tanto ai caratteri fondamentali dell’impresa scientifica. La scienza, infatti, non nasce passivamente dall’osservazione della realtà, ma da predizioni ad opera di modelli teorici che forniscono un impianto ipotetico da cui ricercare conferme sperimentali. L’artista si muove esattamente in questa direzione. Egli sfiora infanti il confine tra il disordine reale e l’ordine mentale, ricercando il “tassello” con cui ricomporre la complessità del Tutto.