Il telescopio orbitante TESS (Transiting Exoplanet Survey Satelite), parte del programma Explorer della NASA, è stato lanciato in orbita poco più di un anno fa. Il principale obiettivo è la ricerca di pianeti extrasolari appartenenti a stelle con caratteristiche simili a quelle del nostro Sole.

TESS, il cacciatore di esopianeti

La tecnica di analisi di cui si avvale il suddetto strumento è definita metodo fotometrico del transito: si tratta di un metodo d’osservazione valido per oggetti astronomici con orbita perfettamente allineata al nostro punto di vista, o meglio, allineata all’orbita di osservazione; tale analisi consiste nella rilevazione della diminuzione di luminosità della curva di luce di una stella quando un pianeta transita di fronte alla stella madre.

esopianeti
TESS, il telescopio per esopianeti.
Crediti: NASA

Una volta individuata e studiata, la diminuzione di cui sopra è indice della dimensione della stella madre, del pianeta e della sua orbita.

Sulla base di questa tecnologia, gli scienziati della NASA hanno individuato un pianeta con caratteristiche affini al pianeta Terra orbitante attorno ad una stella non molto lontana, nella costellazione Hydra. In effetti sono due gli esopianeti (definizione che indica pianeti che orbitano attorno a stelle diverse dal Sole) individuati, in meno di un anno, grazie alla missione TESS.

L’esopianeta che sembra una SuperTerra

Tuttavia, di estremo interesse si è rivelato GJ 357 d, definito molto simile alla Terra per la conformazione della sua atmosfera, con il giusto spessore per permettere temperature equilibrate e clima piuttosto favorevole, e per essere un pianeta roccioso.

Anche la sua distanza dalla stella lascia pensare che possa trattarsi di una cosiddetta SuperTerra, poiché l’esopianeta si trova nella zona abitabile, ossia quella zona che, come già anticipato, permette il giusto equilibrio di temperatura sulla superficie del pianeta.

Diana Kossakowski, parte del team che monitora e gestisce TESS, ha infatti dichiarato in conferenza stampa che vi sono

“alte probabilità che l’esopianeta possa ospitare condizioni favorevoli alla vita per la sua distanza rispetto alla stella madre, da cui riceve la stessa quantità di energia stellare che Marte riceve dal Sole. Inoltre, lo spessore e la densità dell’atmosfera dell’esopianeta lasciano pensare che col tempo la sua superficie possa avere il calore necessario per trattenere l’acqua e trasformarla allo stato liquido.”

La definizione di SuperTerra deriva dalle sue dimensioni, che ammontano a circa sei volte quelle del pianeta che abitiamo. Le osservazioni condotte hanno poi permesso di risalire al periodo di rivoluzione, che si aggira intorno ai 55 giorni terrestri.

Come si cercano gli esopianeti?

L’obiettivo di TESS, il più grande telescopio a caccia di esopianeti mai costruito, è l’analisi di centinaia di migliaia di stelle che possano potenzialmente costituire un sistema di pianeti molto simile al nostro. La sua tecnica di analisi del profondo cielo è riassunta in questo breve video:

In sostanza, la porzione nord e sud del cielo sono suddivise in 13 spicchi, ognuno dei quali viene analizzato con la tecnica del metodo fotometrico del transito per 27 giorni.