Luca Parmitano, comandante (primo italiano!) della ISS durante la missione Beyond, si appresta a tornare con i piedi per terra. Proprio lui ha attivato l’esperimento Mini-EUSO, che ha già dato i suoi frutti!

L’astronauta ESA ci ha deliziato sia con attività extraveicolari (EVA) degne di un titolo come mission impossible sia per aver battuto un record di permanenza nello spazio.

La vita di Parmitano a bordo della ISS

Tutti gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale conducono specifici esperimenti affiliati agli obiettivi della missione in corso.

Che effetti ha la microgravità sul corpo umano? Come si comporta un fluido in microgravità? Cosa accade alla Terra, guardandola da una prospettiva così lontana?

E via dicendo. Si potrebbe continuare all’infinito: degni di nota sono gli effetti sulla salute umana in seguito ad un periodo trascorso in assenza di gravità, che impongono agli astronauti una serie di buone norme da seguire quotidianamente.

L’esperimeno Mini-EUSO

“Mi piace tantissimo scattare foto alla Terra da quassù; a volte ne devo scattare a decine per ceracre di catturare un particolare fenomeno atmosferico come le albe australi e boreali. Pensate se fosse possibile scattarne di milioni con una fotocamera capace di catturare persino i fotoni!”

Così l’astronauta Luca Parmiatano introduce l’esperimento Mini-EUSO (Extreme Universe Space Observatory), ideato da una collaborazione tra Russia e Italia: si tratta di un telescopio di ultima generazione capace di captare l’ultravioletto dalla ISS.

Lo strumento è stato montato sul modulo russo e punta verso Nadir, cioè in basso, ed è frutto della collaborazione internazionale di ben 16 nazioni.

Le missioni terrestri saranno osservate, per la prima volta, di notte con una videocamera capace di effettuare 400mila scatti al secondo! Si potranno distinguere persino i fotoni o effetti di bioluminescenza creati da batteri e plancton.

Mappa UV del Delta del Nilo con bioluminescenze.
Crediti: jem-euso.roma2.infn.it/

Inoltre sarà possibile catturare immagini di micrometeoriti invisibili all’occhio che atrraversano l’atmosfera terrestre e dettagliare le infromazioni sui detriti spaziali.

Le lenti di cui è dotato lo strumento sono spesse 20 cm e sono quelle più adatte al tipo di attività condotta sulla ISS: “sono lenti sottili e robuste” afferma Parmitano. Il campo visivo che riescono ad offrire è 260×260 chilometri quadrati.

Crediti: jem-euso.roma2.infn.it/

Grazie ad un incrocio di dati di raccolta immagini nel visibile, nel vicino infrarosso, e ora nel notturno grazie a Mini-EUSO, sarà impossibile mappare i fenomeni più straordinari che si verificano ogni giorno nell’atmosfera.

I primi risultati di Mini-EUSO

Tra i primi risultati registrati dallo strumento, l’osservazione di ELVES ( Emission of Light and Very low frequency perturbations due to Electromagnetic pulse Sources ) ossia fulmini che si verificano nell’alta atmosfera.

Struttura interna di Mini-EUSO
Credit: www.infn.it

Il fenomeno fisico è spiegato asserendo che una scarica temporalesca che si verifica a circa 20km di altezza sia in grado di propagare un’onda elettromagnetica fin nella ionosfera a 100km di altitudine. L’interazione tra l’onda elettromagnetica e la struttura piana della ionosfera produce delle caratteristiche strutture ad anello che si propagano per circa 1km in solamente un millisecondo.

Immagini di ELVES catturati da Mini-EUSO
Crediti: jem-euso.roma2.infn.it/

Tra gli obiettivi futuri di uno strumento così all’avanguardia, lo studio dei raggi cosmici e della loro misteriosa natura: finalmente potremo dare origine al materiale interstellare che, con molta probabilità, giunge a noi da altre galassie.

Fonti: www.infn.it – ASI (Agenzia Spaziale Italiana)