Il professor Fernando Aiuti, immunologo di fama mondiale e fondatore di Anlaids (Associazione Nazionale per la lotta contro l’Aids), ci ha lasciati all’età di 83 anni; malato da tempo, era ricoverato al Policlinico Gemelli. Non parleremo della sua fine, né tanto meno delle dinamiche relative ad essa; questo articolo intende omaggiare l’uomo che, con un bacio, sfidò l’ignoranza.

Le origini della bufala dopo un caso avvenuto negli States

La fake-news si diffuse dopo il caso, avvenuto negli Stati Uniti, in cui un uomo sieropositivo aveva infettato la compagna; il contagio però, come venne accertato e spiegato in seguito, non vi fu per via del contatto con il secreto salivare ma per la presenza di sangue in esso, dal momento che l’uomo ne perdeva, seppur in minima quantità, dalle gengive infiammate e lese.

Un bacio, la più grande protesta contro le bufale

Il fatto avvenne il 1° dicembre 1991, alla Fiera di Cagliari, durante un’intervista trasmessa in diretta televisiva in cui si assisteva al dibattito tra il professore L. Montagnier e il dottor F. Aiuti riguardante proprio la trasmissibilità del virus; Montagnier era tra i sostenitori del bacio, vale a dire che – secondo lui – la modalità di contagio riguardava anche tutte quelle attività in cui vi fosse scambio di saliva tra un individuo infetto e uno sano.
Fernando Aiuti non ebbe modo di replicare al suo collega perché, dinnanzi ai presenti, si alzò e andò incontro ad una giovane sieropositiva, Rosaria Iardino, per baciarla appassionatamente. La Iardino che ricambiò quel bacio, oggi è un componente della commissione nazionale AIDS.

Chi era Fernando Aiuti, l’uomo che sfidò l’ignoranza con un bacio

Laureato in medicina e chirurgia nel 1961 presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma, Aiuti col suo gesto convinse la platea che il virus non poteva essere trasmesso attraverso la via orale. La foto divenne un simbolo della lotta all’HIV delle fake-news, e fece subito il giro del mondo.