Una mega collisione interstellare tra galassie sta per verificarsi nell’Universo: se due buchi neri, interagendo, generano un cunicolo spazio-temporale, i quattro ammassi di galassie galassie in procinto di scontrarsi potrebbero dar vita ad uno degli oggetti più massicci mai conosciuti.

I dati sulla collisione interstellare

Grazie al Chandra X-ray Observatory, il telescopio orbitale della NASA per lo studio dei raggi X, gli astronomi hanno raccolto dati a sufficienza per poter intercettare la più grande collisione interstellare mai avvenuta.

Gli ammassi di galassie sono gli oggetti che sono tenuti insieme per mezzo della forza gravitazionale più grandi dell’universo. Questi ammassi sono costituiti da centinaia o addirittura migliaia di galassie incorporate in gas ad altissime temperature: all’interno di essi si stima un’altissima percentuale di materia oscura.

Spesso si è verificata l’interazione di due ammassi di galassie, come nel caso del Bullet Cluster, anch’essa individuata dal telescopio Chandra.

collisione interstellare
Collisione interestellare del Bullet Cluster.
Crediti: Wikipedia

L’aggiornamento delle osservazioni

Le osservazioni più recenti mostrano una mega struttura assemblata in un sistema definito Abell 1758, che si trova ad una distanza di circa 3 miliardi di anni luce dalla Terra. L’ammasso contiene due coppie di ammassi galattici che interagiscono tra di loro, e che a poco a poco si avvicinano l’uno all’altro. I primi dati circa Abell 1758 risalgono al 2004 grazie alle osservazioni di Chandra e XMM-Newton, un satellite dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).

Chandra, per l’apunto in robita per studiare raggi X, ha rilevato le informazioni della grande collisione interstellare che ci vengono mostrate in blu e bianco: rispettivamente, stanno ad indicarre le emissioni più deboli e più forti.

Il dato più interessante riguarda la genesi di una intensissima onda d’urto simile a quella causata da un velivolo supersonico; da questa, gli scienziati hanno stimato che le due coppie di ammassi si muovono l’uno verso l’altro a circa cinque milioni di chilometri all’ora!

Fonte notizia e immagine: nasa.gov