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domenica, 9 Agosto, 2020

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Dopo un ictus si risveglia dal coma e parla con accento slavo: primo caso in Italia

Dopo un ictus, un 50enne italiano ha iniziato a parlare con un marcato accento slavo: scopriamo insieme cos'è la Sindrome dell'accento straniero

Da qualche giorno circola in Rete una notizia alquanto interessante e curiosa: un uomo italiano di 50 anni si è risvegliato dal coma dopo aver avuto un ictus, senza presentare deficit cognitivi permanenti, ma parlando con un forte accento slavo, pur non conoscendo affatto tali idiomi e pur non avendo mai visitato regioni in cui si parlano tali lingue.

Sindrome dell’accento straniero: cos’è?

Quello che si è manifestato è un caso di Sindrome dell’accento straniero neurogeno acquisito, rara disfunzione neurologica che può manifestarsi dopo un corpo apoplettico o un forte trauma cranico a causa di una lesione cerebrale, conosciuta anche con l’acronimo ANFAS (Acquired Neurogenic Foreign Accent Syndrome). Quella del 50enne rappresenta la prima diagnosi del genere in Italia: mai prima d’ora, infatti, era stato registrato un caso di Sindrome dell’accento straniero nel nostro Paese. C’è però anche un altro aspetto da considerare che rende ancora più interessante la vicenda. In letteratura, dal 1800 ad oggi, i casi noti di Sindrome da accento straniero sono 115: di questi, solo 3 – compreso il caso del 50enne italiano – sono stati causati da una lesione nell’emisfero cerebrale destro, mentre i restanti sono stati causati da ictus nella parte sinistra del cervello.

Dopo l’ictus nessun deficit cognitivo ma un marcato accento slavo: lo studio condotto sul 50enne italiano

Per tre anni il caso del paziente italiano è stato oggetto di studi da parte di un team di scienziati dell’Università di Padova – guidati dal professor Konstantinos Priftis (dipartimento di Psicologia Generale) – che ha collaborato in maniera assidua con il personale sanitario dell’Ospedale “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo e con Nuova Artec SAS, società milanese specializzata nella formazione di logopedisti. Come già detto in precedenza, l’uomo si è risvegliato dal coma a seguito di un ictus superando brillantemente la degenza clinica, non presentando alcun deficit cognitivo o afasia (perdita della capacità di esprimersi con le parole) ma manifestando un forte accento slavo mentre parlava.

In figura sono evidenziate l’area di Broca e l’area di Wenicke, le principali regioni del cervello deputate all’elaborazione del linguaggio. Entrambe si trovano nell’emisfero cerebrale sinistro.

A Repubblica, il dott. Priftis e la dott.ssa Lorella Algeri (UOC Psicologia Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo) hanno dichiarato: “A differenza di tutta la casistica riportata in letteratura negli ultimi 220 anni il paziente italiano con lesione emisferica destra e sindrome da accento straniero al risveglio è stato approfonditamente studiato per tre anni attraverso un’analisi longitudinale complessa. Il paziente, assolutamente guarito da un punto di vista clinico, ha acquisito al risveglio un accento e cadenza di origine slava sebbene non abbia mai soggiornato in paesi con caratteristiche fonetiche di tale area geografica e non abbia avuto contatti duraturi con persone di quelle regioni. La particolarità del caso è dovuta al fatto che l’area corticale posta nel lobo frontale sinistro sia quella cruciale per la produzione del linguaggio, mentre il paziente è stato colpito da ictus nella parte destra.

Ipometabolismo nel cervelletto e una possibile rara mutazione genetica

L’obiettivo degli scienziati – il cui studio è stato pubblicato su Cortex – era verificare se un ictus nella parte destra del cervello avesse potuto generare una riduzione del metabolismo neuronale e del flusso di sangue nel cervelletto sinistro (diaschisi). La diaschisi rappresenta appunto un danneggiamento di una regione cerebrale anatomicamente lontana da quella colpita da un ictus ma funzionalmente correlata ad essa. “In questo modo potevamo vedere che vi fosse una correlazione tra emisfero destro e cervelletto sinistro nel caso di insorgenza di sindrome da accento straniero“, spiegano Priftis e Algeri. Attraverso una tomografia a emissione di positroni (nota anche come PET, Positron Emission Tomography) è stato possibile notare un ipometabolismo nel cervelletto: questo ha permesso agli studiosi di concludere che una lesione al cervelletto, anche a seguito di un ictus nella parte destra del cervello, potrebbe essere causa della Sindrome dell’accento straniero.

A guidare questo processo potrebbe esserci una mutazione genetica rara. Se quest’ultima ipotesi dovesse trovare ulteriori conferme, si potrebbe pensare che tale mutazione farebbe sì che anche la parte destra del cervello sia coinvolta nell’uso del linguaggio, al contrario di ciò che avviene normalmente (è la parte sinistra del cervello quella deputata alla capacità di esprimersi a parole).

Crediti immagine presente nell’articolo: Taken from NIH publication 97-4257, https://www.nidcd.nih.gov/health/aphasia (https://www.nidcd.nih.gov/sites/default/files/Documents/health/voice/Aphasia6-1-16.pdf), Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=352704

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Simone Versientihttps://sciencecue.it
Sono uno studente di Informatica e Comunicazione Digitale. Al di fuori dell'università mi occupo di tecnologia, nelle sue forme più disparate. Mi piace informare e, di conseguenza, essere informato il più possibile.