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Il mistero delle nuove onde solari

Rilevato un nuovo tipo di onda ad alta frequenza sulla superficie del sole tre volte più veloce rispetto alle stime iniziali. Le origini, ancora ignote, potrebbero aiutare a comprendere meglio i meccanismi interni alla nostra stella.

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Uno studio recente sulla fisica solare, pubblicato il 24 Marzo scorso sulla rivista Nature Astronomy, dimostra ancora una volta la misteriosità del nostro universo. Gli scienziati hanno rilevato uno strano nuovo tipo di onde ad alta frequenza sulla superficie del sole che sembrerebbero muoversi tre volte più velocemente rispetto alle iniziali stime degli scienziati.

Perchè si misurano le onde acustiche del sole

Le onde acustiche, chiamate onde di vorticità retrograda ad alta frequenza (HFR), sono state individuate incresparsi all’indietro attraverso il plasma solare nella direzione opposta alla sua rotazione.

Nonostante il sole sia relativamente vicino alla Terra e oggetto di numerose osservazioni, gli scienziati non riescono a vedere nelle profondità infuocate del sole. Risulta piuttosto difficile, di conseguenza, analizzarne le zone più interne. A venire incontro sono spesso le onde acustiche che si muovono sulla sua superficie e rimbalzano verso il suo nucleo. Una misurazione di tali onde è pertanto utile a dedurre cosa sta succedendo all’interno della nostra stella rivelandoci informazioni altrimenti impossibili da ottenere.

Ma la velocità senza precedenti delle onde HFR, rilevata in 25 anni di dati provenienti dallo spazio e dai telescopi terrestri, ha suggerito che agli scienziati potrebbe mancare qualcosa di grande.

L’esistenza stessa delle HFR e la loro origine è un vero mistero e potrebbe alludere all’eccitante fisica in gioco che ancora non conosciamo. Ha il potenziale per gettare informazioni sull’interno altrimenti inosservabile del sole.

Shravan Hanasoge, astrofisico del Center for Space Science della New York University di Abu Dhabi

L’origine delle onde HFR

Inizialmente gli scienziati pensavano che le onde solari acustiche si formassero vicino alla superficie del sole grazie all’effetto Coriolis, in cui i punti sull’equatore di una sfera rotante sembrano muoversi più velocemente dei punti sui suoi poli. Erano tre, secondo gli scienziati, i possibili processi in grado dispiegare l’accelerazione in onde HFR: il campo magnetico del sole; la sua gravità, in grado di aumentare le onde di Coriolis; correnti di convezione estremamente calde che si muovono sotto e attraverso la sua superficie. Eppure, nessuno di questi possibili processi si adatta ai dati rilevati.

Se le onde HFR potessero essere attribuite a uno qualsiasi di questi tre processi, la scoperta avrebbe risposto ad alcune domande aperte che abbiamo ancora sul sole. Tuttavia, queste nuove ondate non sembrano essere il risultato di questi processi, e questo è eccitante perché porta a una serie completamente nuova di domande.

Chris Hanson, primo autore dello studio e fisico solare presso il Center for Space Science della New York University di Abu Dhabi

Colmare le lacune nelle loro conoscenze potrebbe aiutare i ricercatori a comprendere meglio l’interno del sole, svelandone i meccanismi alla base tuttora ignoti. Potrebbe anche fornire informazioni su un tipo simile di onda ad alta frequenza, chiamata onda di Rossby, che è stata vista attraversare gli oceani della Terra quattro volte più velocemente di quanto possano spiegare i modelli attuali. Quel che è certo è che gli studio continueranno senza sosta.