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giovedì, 1 Ottobre, 2020

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Ink-jet Printing e Multi-jet Printing

Continuando l’esplorazione delle principali tecniche di produzione additiva in quest’articolo vedremo quelle che gli esperti del settore considerano le più interessanti: Ink-jet Printing e Multi-jet Printing.

Come fanno intendere i loro nomi esse hanno molto in comune con le stampanti desktop a getto d’inchiostro che usiamo tutti i giorni per stampare su carta. La differenza consiste nel fatto che le cartucce della stampante contengono additivi (nel caso dell’Ink-jet Printing) o materiale liquido (nel caso della Multi-jet Printing) invece che inchiostro. In realtà il sistema è munito anche di una cartuccia contenente inchiostro per dotare il prototipo di una realistica colorazione.

La macchina ha delle testine di stampa movimentate da un carrello scorrevole e dalle quali fuoriesce materiale che è depositato in modo selettivo nella camera di lavoro. La costruzione avviene per strati consecutivi ma rispetto alle altre tecniche di 3D Printing il processo è molto veloce.

Nel caso dell’Ink-jet Printing il processo di lavorazione è il seguente:

  • È passato alla macchina il file CAD del modello.
  • Nella camera di lavoro è depositato uno strato sottile di polvere che a sua volta è cosparso, nelle opportune zone, dal collante; avviene il livellamento dello strato appena lavorato e si procede alla lavorazione dello strato successivo. Non sono necessari supporti perché la polvere intorno sostiene il pezzo.
  • Si estrae l’oggetto dalla camera di lavoro, a fine stampaggio esso è immerso nella polvere.
  • Si eseguono delle infiltrazioni di collante per aumentare la finitura del pezzo. I materiali lavorabili con questa tecnica sono le polveri di amido, di gesso o metalliche (in questo caso al punto quattro è infiltrato metallo grazie ad un trattamento termico).

Nel caso della Multi-Jet Printing il processo di lavorazione è:

  • È passato alla macchina il file CAD del modello.
  • Nella camera di lavoro avviene l’eiezione del materiale in modo da formare gli strati successivi che compongono il pezzo. Insieme all’oggetto sono creati anche i supporti.
  • Una volta terminato il processo si procede con la rimozione dei supporti, non è necessario un trattamento superficiale perché il prodotto finale ha una buona finitura intrinseca. I materiali lavorabili sono tipo cera.

Queste tecniche sono utilizzate per creare prototipi ad un elevato impatto visivo o modelli usati nei processi industriali di fonderia. Inoltre non si esclude che in futuro potrebbero diventare delle vere e proprie desktop printing domestiche. Nell’ultimo periodo attraverso esse sono realizzati i cosiddetti selfie 3D, in altre parole vere e proprie miniature personali.

A cura di Salvatore Orlando, Dott. in Ingegneria Gestionale.

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