fbpx

Home » Le innovazioni da conoscere nel campo dell’implantologia dentale

Le innovazioni da conoscere nel campo dell’implantologia dentale

L'implantologia dentale è un trattamento fondamentale per i pazienti con parziale o totale assenza di dentatura. Gli impianti in zirconia rappresentano un'innovazione importante per trattare al meglio queste patologie, vediamo come.

Categorie Medicina
Vuoi leggere tutti gli articoli del network (oltre 10.000) senza pubblicità?
ABBONATI A 0,96€/SETTIMANA

Nel campo dell’implantologia dentale sono state introdotte, in questi ultimi anni, delle innovazioni davvero significative: materiali e tecniche che hanno di fatto rivoluzionato l’intero settore, portando vantaggi innegabili per i pazienti. Parliamo di novità che stanno consentendo di superare diversi limiti e che meritano di essere conosciute, perché i migliori studi dentistici sono oggi in grado di proporle, offrendo diversi benefici. Vediamole allora insieme.

Ceramica zirconia: un ottimo materiale per gli impianti dentali

Per quanto riguarda la realizzazione degli impianti, gli studi dentistici più all’avanguardia propongono oggi ai propri pazienti un’alternativa al classico titanio, che rimane un materiale ampiamente utilizzato per via delle sue eccezionali caratteristiche. Parliamo della zirconia: una particolare tipologia di ceramica, consigliata soprattutto ai pazienti che presentano allergie ai metalli. La zirconia, oltre ad essere completamente biocompatibile, è anche estremamente resistente non solo alle sollecitazioni meccaniche ma anche alla placca, che vi aderisce in misura minore rispetto al titanio. Questo si traduce in un rischio inferiore di infezioni: dettaglio da non sottovalutare.

La ceramica zirconia è inoltre l’ideale per quei pazienti che hanno le gengive particolarmente sottili: essendo infatti di colore bianco non rischia di creare antiestetiche ombre o di essere intravista. Non è dunque necessario effettuare innesti gengivali, come avviene invece quando si utilizza il titanio che ha un colore più scuro. Se volete saperne di più su questo materiale innovativo potete trovare maggiori info qui.

Implantologia dentale

Chirurgia guidata senza bisturi: più sicura e meno invasiva

Un’altra innovazione che ha rivoluzionato il campo dell’implantologia dentale e non solo è la chirurgia guidata senza bisturi, che permette di ottenere notevoli vantaggi. È infatti più sicura, in quanto riduce al minimo il rischio dell’errore umano ed è anche meno invasiva perché consente di accelerare significativamente il recupero post operatorio. Ma come funziona la chirurgia guidata senza bisturi? Sostanzialmente si effettua uno studio in 3D mediante speciali software che permettono di riprodurre fedelmente l’anatomia della zona da trattare.

Sempre mediante l’apposito programma si procede con l’inserimento virtuale degli impianti, in modo da verificare ogni dettaglio in modo preliminare. Viene dunque creata una dima chirurgica che guida la fresa nella realizzazione del sito implantare all’interno della bocca del paziente. In tal modo, l’impianto viene inserito con la massima precisione, si evitano possibili ripercussioni e si riducono al minimo le incisioni.

Sedazione cosciente: soluzione sicura per i pazienti ansiosi

Un’ultima innovazione che riguarda anche il campo dell’implantologia dentale è la tecnica della sedazione cosciente, che i migliori dentisti sono oggi in grado di proporre ai pazienti che manifestano una particolare paura o uno stato d’ansia particolare. Prevede la somministrazione, per via inalatoria attraverso una mascherina nasale, di un gas anestetico composto da protossido d’azoto ed ossigeno.

Questo è del tutto innocuo per il paziente, tanto che può essere somministrato anche ai bambini, e consente di raggiungere uno stato di rilassamento totale pur rimanendo coscienti. Non solo: questa tecnica permette anche di aumentare l’effetto dell’anestetico locale, dunque è l’ideale per quei pazienti che hanno paura del dentista e che temono di provare dolore. 

Potrebbe interessarti: Quanto è eco-friendly il tuo spazzolino? La scienza risponde