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martedì, 2 Giugno, 2020

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Gli integratori di calcio e vitamina D aiutano davvero gli anziani?

Il settore dell’integrazione alimentare, solo in Italia, ha mosso qualcosa come circa 3 miliardi di Euro nel solo 2017 (dato Federsalus). Ormai la maggior parte degli Italiani almeno una volta nella propria vita ha fatto uso di integratori. Tra le varie categorie di consumatori troviamo gli anziani, ai quali viene consigliato di assumere Calcio e Vitamina D per rinforzare le ossa così da evitare di incorrere in fratture date da un indebolimento eccessivo delle ossa.

Ma questi integratori sono realmente utili o sono solo una spesa priva di fondamenta? Uno studio di revisione curato da Jia-Guo Zhao, chirurgo ortopedico presso l’Ospedale di Tianjin, insieme a Jia Wang, Xian-Tie Zeng e Lin Liu, sembra sostenere la seconda ipotesi.

Il lavoro di review

Per rispondere alla domanda “L’integrazione di Calcio, Vitamina D, o di entrambe, porta ad una effettiva riduzione del rischio di fratture nei pazienti anziani?” i ricercatori hanno interrogato diversi motori di ricerca scientifici, tra i quali PubMed, Chocrane ed EMBASE, in base a varie parole chiave riguardanti il campo di interesse. Dalla ricerca sono emersi ben 33 trials clinici per un totale di ben 51145 partecipanti.

Video Credits: scienzebiomediche.it

La valutazione dei dati, pubblicata sul Journal of the American Medical Association (JAMA), ha portato i quattro autori a considerare inesistente la correlazione tra assunzione di integratori e riduzione del rischio di fratture. Non si sono rivelate infatti differenze significative tra i gruppi trattati con integratori, quelli trattati con placebo e quelli non trattati. Il lavoro ha preso in esame tanto le fratture non vertebrali, concentrandosi primariamente sulle fratture dell’anca, quanto quelle vertebrali, così da non tralasciare dei dati importanti ai fini della revisione. In entrambi i casi i risultati sono stati i medesimi: nessuna differenza.

La domanda sorge spontanea: “Sono solo questi gli integratori inutili?”. La risposta è sicuramente no. Stiamo parlando di uno di quei settori maggiormente popolato da prodotti che se non fanno male, non hanno nemmeno i benefici pubblicizzati.

L’unico modo per districarsi in questo mercato è affidarsi ad un buon nutrizionista, che sia in grado di indicarci quali sono le nostre necessità alimentari e come soddisfarle al meglio.

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Antonio Innocenzihttp://science.closeupengineering.it
Nato a L'Aquila, è studente in Medicina e Chirurgia presso l' "Università degli Studi di L'Aquila". Appassionato di divulgazione scientifica, soprattutto applicata al mondo della Medicina.