Negli ultimi mesi è impazzato il problema del 5G e, così come accadde per i cellulari, della sua presunta relazione con alcune forme di tumori. Fake news e servizi allarmistici si sono susseguiti, così come gli interventi a favore delle nuove tecnologie. Anche Heidi Garcia ha mostrato su SystemsCuE come non sia verosimile che il 5G possa effettivamente essere nocivo come viene detto.

Ieri, 7 Agosto 2019, l’Istituto Superiore di Sanità si è esposto in modo netto sull’argomento con un comunicato ufficiale, affermando che tutte le radiofrequenze non abbiano potere cancerogeno.

In base alle evidenze epidemiologiche attuali, l’uso del cellulare non risulta associato all’incidenza di neoplasie nelle aree più esposte alle RF durante le chiamate vocali. La meta-analisi dei numerosi studi pubblicati nel periodo 1999-2017 non rileva, infatti, incrementi dei rischi di tumori maligni (glioma) o benigni (meningioma, neuroma acustico, tumori delle ghiandole salivari) in relazione all’uso prolungato (≥10 anni) dei telefoni mobili.

Non tutti sono convinti

Come riportato dal quotidiano “Il Messaggero”, tuttavia, gli studi condotti dall’ente italiano non convincono Carlo Rienzi, presidente del Codacons (associazione a tutela dei consumatori).

È proprio Carlo Rienzi a chiedere ulteriori indagini sull’argomento notando come la posizione dell’ISS sia in contrasto, almeno apparentemente, con quelle di organi internazionali come l’OMS.

Restando il fatto che non vi è alcuna evidenza biologica del fatto che i cellulari e le radiofrequenze possano in qualche modo incidere sulla salute e, ancor meno, indurre mutazioni nel DNA delle nostre cellule, è evidente che una posizione così netta di un organo così importante ed influente non potrà che indurre la comunità scientifica internazionale ad analizare ancora più attentamente il problema.

 

Fonti ed approfondimenti: