Il 2018 ha visto l’arrivo in Italia di una tecnica laser indicata nel trattamento di alcuni tipi di tumori cerebrali. All’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano due pazienti sono stati trattati con successo grazie all’applicazione della Termoterapia Interstiziale Laser (LITT). Si tratta di una tecnica molto all’avanguardia che da diversi anni viene applicata nel trattamento di tumori cerebrali altrimenti difficili da raggiungere. Ma se nel continente Americano viene applicata già da po’, l’Italia ha dovuto attendere molto più a lungo.

Una donna di 38 anni con storia di tumore alla mammella e metastasi parietale anteriore ed un uomo di 53 anni con tumore renale e metastasi frontale posteriore sono stati i primi due pazienti trattati in Italia dall’equipe diretta dal Prof. Francesco Dimeco.

La Termoterapia Interstiziale Laser

La Termoterapia Interstiziale Laser è una tecnica che porta con se numerosissimi vantaggi. La sua applicazione necessità di un taglio sul cuoio capelluto di appena due millimetri ed il primo vantaggio è evidente. Immaginate cosa sarebbe necessario fare per rimuovere un tumore profondo con la normale chirurgia! Si limitano molti degli effetti collaterali che potrebbero essere causati seguendo altre metodologie, si riducono i giorni di degenza post operatori, si riducono i costi.

Si basa su una fibra ottica in grado di convogliare un raggio laser in un punto specifico. La guida in risonanza magnetica permette all’equipe di avere un controllo millimetrico sulla sonda che potrà andare ad agire solo ed unicamente sul tessuto neoplastico, risparmiando le cellule sane.

La storia della termoterapia

“Ciò che non curano le medicine, viene curato da un coltello. Quello che non viene curato dal coltello, viene risolto col fuoco. Ciò contro cui il fuoco non può nulla, è da considerarsi incurabile.”
(Ippoccrate, 320 a.C.)

Già nel 1891 un ortopedico Americano, il Dr. William Coley notò che la temperatura poteva essere una chiave per contrastare alcuni tipi di tumore. Un suo paziente, infatti, era affetto da un sarcoma (una forma tumorale delle cellule muscolari) considerato inoperabile. A seguito di un violento attacco febbrile, però, il tumore scomparve.

Negli anni successi provò dunque a curare diversi tipi di cancro somministrando tossine batteriche pubblicando i risultati sull’American Journal of Medical Science. Nonostante i suoi dati fossero positivi nessuno fu più in grado di replicarli e l’utilizzo di tossine per curare il cancro fu completamente abbandonato. Con l’arrivo della chemioterapia e della radioterapia, poi, la temperatura fu del tutto messa da parte.

Ph: cedars-sinai.edu

Nei decenni successivi, però, le armi a disposizione non bastavano più. Per combattere il cancro serviva altro e allora si cercò di trovare qualcosa di alternativo. La termoterapia fu riscoperta e si pensò bene di analizzare a fondo il potenziale terapeutico della temperatura. Si identificarono molti modi per far salire questo parametro solo nei distretti tumorali e, piano piano, anno dopo anno, si riuscì ad essere sempre più precisi.

È proprio in questo contesto che si pone la Termoterapia Interstiziale Laser, una delle tecniche più all’avanguardia nella cura dei tumori cerebrali.

Perché in Italia si arriva solo ora?

Per rispondere al perché in Italia si è arrivati solo nel 2018 a sperimentare questa tecnica ci affidiamo alle parole, riportate su Doctor33, del Prof. Dimeco:

Ritengo che l’innovazione sia tale solo se il contesto sanitario è pronto a riceverla. E sono convinto, oggi più che mai, che un’innovazione terapeutica come il laser mininvasivo di ablazione, per trasformarsi in reale e concreto servizio al paziente, debba essere erogata da strutture idonee che posseggano il giusto livello di esperienza nella gestione della malattia, dove sia stato definito un percorso di cura chiaro e trasparente, in grado di orientare sia gli operatori sanitari coinvolti che i pazienti e i caregiver al massimo livello di appropriatezza. Questo per mantenere alto il livello di efficacia, qualità e sostenibilità delle cure.

Proprio l’essere pronti a ricevere una tecnica del genere può essere stato il fattore limitante nell’arrivo della LITT in Italia. Bisogna dire che un’equipe che possa ricorrere a questo tipo di cure non si trova certo in tutti gli Ospedali.

L’Istituto Carlo Besta di Milano è infatti un’eccellenza nella cura dei tumori cerebrali e questo gli consente di avere oltre a una squadra di neurologi, neurochirurghi, neuroradiologi e fisici di altissimo livello anche dei contatti importanti con i massimi esperti di LITT oltreoceano.

La speranza è che presto o ardi in molti presidi sia possibile avere terapia di questo livello, così da permettere ai sanitari di migliorare notevolmente non solo la qualità del proprio operato ma anche la qualità di vita dei propri pazienti.

 

Per approfondire:

Fighting Fire with Fire: The Revival of Thermotherapy for Gliomas
Laser Interstitial Thermal Therapy