Se siete appassionati di sport o frequentate una palestra è quasi impossibile che non abbiate mai visto un kinesio taping (KT) sulla pelle di qualcuno. Stiamo parlando di quelle particolari fasce elastiche che negli ultimi anni hanno visto un’esplosione incredibile sul mercato. Nel corso del tempo queste si sono guadagnate il favore di moltissimi professionisti nell’ambito sportivo: fisioterapisti, personal trainer perfino medici dello sport. Nonostante ciò le prove scientifiche sull’evidenza della loro utilità sono rimaste abbastanza scarse.

Per alcuni il KT rappresenta un valido aiuto nel recupero da infortuni muscolo-scheletrici, per altri aiuterebbe il drenaggio linfatico, per altri ancora l’effetto sarebbe variabile in base a come viene applicato. I corsi formativi per imparare a posizionare correttamente il tape aumentano di giorno in giorno, ma come funziona il tape? Da dove viene e perché è così utilizzato?

Le origini del kinesio taping

Per risalire alle origini del KT dobbiamo tornare agli anni ’70, precisamente in Giappone. Li un chiropratico, il dott. Kenso Kase, ideò un bendaggio che avesse molte delle caratteristiche della pelle: elastico soprattutto in una direzione, quella longitudinale, il tape ha infatti lo stesso spessore e la stessa porosità della nostra pelle. Ecco perché possiamo tenerlo più giorni ed anche sotto la doccia: consente al sudore di uscire ed è resistente all’acqua. Inoltre è fortemente adesivo, anallergico (non contiene lattice) e ovviamente non rilascia alcun principio attivo farmacologico.

Secondo Kase il Kinesio taping avrebbe diverse funzioni:

  1. Utilizzare la stimolazione tattile per limitare il dolore;
  2. Fornire supporto meccanico alle articolazioni mantenendo la muscolatura nella corretta posizione;
  3. Allineare i tessuti fasciali;
  4. Creare spazio sollevando i tessuti molli al di sopra dell’area infiammata e/o dolente;
  5. Aiutare il drenaggio linfatico. [1]

Nel 1984 Kase fondò la società “Kinesio” per poter commercializzare il suo prodotto. Se all’inizio era nato per aiutare i lottatori di sumo giapponesi, pian piano iniziò a guadagnare spazio anche in altri circuiti.

Dobbiamo arrivare al 2004 per vedere il tape in Europa: siamo ad Atene, nel corso dei Giochi Olimpici, dove sul corpo di qualche atleta inizia a vedersi questa pratica.

Ph. pinterest

È il 2008, però, che determina l’esplosione del kinesio tape. La società di Kase decise di spedire 50 mila confezioni agli atleti partecipanti ai Giochi di Pechino, appartenenti a 58 Paesi. In molti decidono di utilizzare questi nastri; la pubblicità è planetaria. Da qui in poi l’ascesa è impressionante. Il business diventa milionario e la crescita è continua: nel 2013 le vendite sfioravano i 90 milioni di dollari, nel 2016 si arrivò a superare i 150, le previsioni per il 2021 si aggirano intorno ad un valore di 270 milioni di dollari [2].

Tutti ne parlano, nessuno sa come funziona

Negli ultimi decenni, complice anche l’esplosione del business del KT, numerosi lavori scientifici hanno provato a dimostrare l’efficacia di questa pratica. Molti di questi sembrarono riuscire in un primo momento nell’intento. Successive revisioni sistematiche, tuttavia, hanno mostrato come i dati positivi fossero macchiati da una scarsa qualità dei lavori. Troppo brevi, con campioni troppo piccoli o non omogenei ecc.

Nel 2013 apparve sul Journal of Orthopedic & Sports Physical Therapy una revisione sistematica. Qui i ricercatori scrivevano:

Le informazioni sull’applicazione del Kinesio Tape che indicano un’utilità nel trattamento di dolore, stabilità articolare e propriocezione in bambini ed adulti con dislocazioni patellari acute, dolori all’anca o alla spalla, provengono da case series e piccoli studi pilota, tutti rappresentanti di studi a basso livello di evidenza […] .
A nostra conoscenza non sono stati pubblicati trials clinici randomizzati che valutino l’efficacia del KT per alcun problema muscolo-scheletrico. [3]

La cosa più interessante è che le basi teoriche potrebbero esserci, ma gli esperimenti per dimostrare l’efficacia del KT sono fino ad ora falliti.

I meccanismi di controllo del dolore

Nel corso del tempo molti meccanismi di controllo del dolore sono stati proposti. I due principali sono il miglioramento della circolazione sanguigna e linfatica dovuta ad un sollevamento dei tessuti molli e la cosiddetta teoria del cancello.

Ph: voofla.com

Questa teoria, sulla validità della quale ancora si discute, si basa sulla convergenza anatomica delle vie di sensibilità tattile e dolorifica sui neuroni midollari. Senza scendere troppo nel particolare, la presenza di uno stimolo tattile proveniente dalla stessa zona dolente sarebbe in grado di ingannare il cervello inducendo uno smorzamento della sensazione dolorifica.

In diverse pubblicazioni risulta evidente che un miglioramento istantaneo dopo l’applicazione del Kinesio taping sia rilevabile, ma dopo meno di una settimana questo scompare [4] [5].

I sostenitori del Kinesio Tape sono molti

Nonostante, come abbiamo visto, i risultati degli studi scientifici siano ampiamente discordanti e spesso anche contraddittori, moltissimi professionisti confidano in una reale efficacia di questo strumento. Non possiamo non citare ciò che si trova sul sito dell’Humanitas di Milano.

Qui il Dott. Piero Volpi, responsabile di Ortopedia del Ginocchio e Traumatologia dello Sport nonché del settore medico dell’ FC Inter dal 1995 al 2000 dedica due articoli che sostengono un funzionamento del KT [6] [7].

Ormai quasi tutti i fisioterapisti indicano che il tape possa quanto meno essere un alleato nel velocizzare i recuperi da un infortunio muscolo scheletrico. Dalla loro parte c’è anche il fatto che se anche non dovesse funzionare, quasi sicuramente non avrebbe alcun effetti negativo.

Solo un placebo?

Difficile rispondere alla domanda, soprattutto alla luce di ciò che avete letto fin qui. La realtà è che ad oggi non possiamo dirlo con certezza. È infatti molto difficile disegnare uno studio valido per dimostrare l’efficacia di uno strumento come il tape. Il dolore infatti è un parametro estremamente soggettivo e nessuno afferma che utilizzare il KT risolva completamente i sintomi in modo immediato. La mancanza di prove consistenti potrebbe essere il risultato di una metodologia di approccio sbagliata.

Come diverse pubblicazioni affermano, il consiglio che si può dare è di affidarsi ai professionisti e seguire le loro indicazioni. Se anche si trattasse di solo effetto placebo, comunque non si avrebbero effetti collaterali.

Saranno sicuramente necessari ulteriori studi per dire chiaramente quale sia il reale effetto del Kinesio taping.

 

Fonti ed approfondimenti

[1] Cochrane: Kinesiotaping for rotator cuff disease
[2] Kinesiology Tape Market Segmentation, Growth, Global Trends, Opportunity & Forecast 2018 to 2021

[3] The Clinical Efficacy of Kinesio Tape for Shoulder Pain: A Randomized, Double-Blinded, Clinical Trial
[4] Clinical Reumathology – Kinesio taping compared to physical therapy modalities for the treatment of shoulder impingement syndrome
[5] A systematic review of the effectiveness of Kinesio Taping–fact or fashion?
[6] Humanitas – Kinesio taping: ecco come si usa il cerotto che va a ruba tra gli sportivi
[7] Humanitas – Kinesio taping: il cerotto che aiuta la riabilitazione