Mars One Foundation è una startup ideata e guidata dal ricercatore olandese Bas Landsorp, con lo scopo di creare un colonia permanente su Marte. Stando alle ultime comunicazioni ufficiali, il progetto (Mars One Ventures) può dichiararsi fallito.

Mars One Ventures: un progetto grossolano e fallimentare

La timeline del progetto prevedeva un lancio di un satellite artificiale attorno al Pianeta Rosso nel 2016 per garantire telecomunicazioni, con successivi invii di rover e altri strumenti di indagine per individuare le zone più adatte ad emulare un habitat umano. Dopodichè, dal 2025 in poi, l’azienda avrebbe cominciato a inviare personale selezionato ed addestrato, senza previsioni per il ritorno.

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Mars One roadmap.
Crediti: www.europasicewolf.wordpress.com

Il progetto ha destato scetticismi sin da subito, sebbene fosse stato sostenuto dal fisico Premio Nobel Gerard ‘t Hooft e dal fisico teorico Carlo Rovelli. Tuttavia, diversi scienziati o addirittura ex-astronauti quali Buzz Uldrin e Urlich Walter hanno espresso le loro perplessità riguardanti la fattibilità della missione, toccando aspetti che andavano dal punto di vista medico a quello finanziario.

Secondo alcuni rumors, sembrerebbe infatti che addirittura gli astronauti fossero selezionati via conversazioni skype: è quello che dichiara l’astrofisico Joseph Roche, selezionato per la missione attraverso brevi videochiamate di soli dieci minuti, il quale peraltro afferma di non aver mai incontrato nessun impiegato di Mars One.

La selezione di Mars One su un reality show

Il fallimento del 15 gennaio scorso della startup ha poi alimentato le critiche che Landsorp aveva ricevuto, il quale era convinto di riuscire a finanziare il progetto impostando la selezione come un reality show: gli spettatori avrebbero avuto modo di vivere tutte le scelte della compagnia, dai primi astronauti alle visite mediche, dalle scelte tecniche al progetto della colonia in sé.

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Prototipo di capsula della missione Mars One Ventures.
Crediti: www.twitter.com

Sembra che addirittura il Massachusetts Institute of Technology  (MIT) di Boston avesse riscontrato non pochi errori di calcolo e previsioni, dichiarando che, in base alle possibilità tecnologiche e tecniche di Mars One, i coloni non sarebbero sopravvisuti per più di 65 giorni!

Insomma, il progetto ha rivelato dietro di sé un approccio grossolano e superficiale.