Per la prima volta nella storia, le immagini catturate dal grande telescopio orbitante Hubble sono riuscite a documentare la formazione di una grande macchia nera (Great Dark Spot è la sua definizione) sulla superficie di Nettuno.

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La Grande Macchia su Nettuno.
Crediti: archive.oapd.inaf.it

Le tempeste che abbiamo sul pianeta Terra tendono a formarsi in zone di bassa pressione atmosferica, mentre su Nettuno, così come accade su Giove con la Grande Macchia Rossa, queste si formano nei luoghi in cui la pressione atmosferica è piuttosto alta.

Voyager e Hubble: un susseguirsi di scoperte sulle Grandi Macchie Nere

Fino ad oggi sono state individuate ben sei macchie nere sulla superficie di Nettuno, due risalenti al 1989 ed osservate dalla sonda Voyager 2, e le restanti captate dal Telescopio Hubble, lanciato in orbita nel 1990.

In particolare, le osservazioni e gli studi effettuati nel corso degli ultimi anni hanno individuato dapprima delle nubi piccole, bianche e luminose, proprio nella zona in cui è successivamente comparsa la Grande Macchia Nera: gli scienziati hanno dedotto che la sua formazione avviene nell’atmosfera di Nettuno molto più in profondità di quanto si fosse pensato fino ad ora!

La grandiosa scoperta non solo ha permesso di focalizzare bene l’origine del fenomeno, ma soprattutto di prevederne la durata nonché la frequenza con cui esso si manifesta, e capire al meglio i pianeti alla periferia del Sistema Solare, sostengono gli scienziati, non è altro che una marcia in più per uno studio maggiormente approfondito degli esopianeti!

“Se si vogliono studiare e capire gli esopianeti, è innanzitutto necessario comprendere meglio i nostri!”

Dichiara infatti Amy Simon, lo scienziato impiegato al NASA’s Goddart Space Flight Center.

Da più di trent’anni, uno sguardo alle Grandi Macchie

Come già anticipato, la storia delle “Great Dark Spots” di Nettuno risale ormai a trent’anni fa, quando la sonda Voyager 2 per la prima volta si avvicinava al misterioso pianeta blu: a poco a poco, diventavano nitide le immagini di due grandi tempeste nell’emisfero sud del pianeta, chiamate “Grande Macchia Nera” e “Macchia Nera 2” (“Great Dark Spot” e “Dark Spot 2”).

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Evoluzione delle Macchie su Nettuno.
Crediti: www.stelle.bo.astro.it

Con grande sorpresa, quando pochissimi anni dopo il Telescopio Hubble captò ulteriori immagini di Nettuno, le due grandi macchie erano scomparse, e questa fu una grandissima stranezza perché la stima della misura di una delle due (“Grande Macchia Scura”) aveva lo stesso ordine di grandezza dell’intero pianeta Terra!

“Fu sicuramente un sorpresa, dato che da più di cento anni siamo abituati alla costante esistenza della Grande Macchia Rossa di Giove!”

afferma Simon.

La sorpresa di una nuova Grande Macchia

In effetti, anche l’apparizione della nuova Grande Macchia Scura ha sorpreso gli scienziati che erano intenti ad analizzare delle immagini del Telescopio Hubble, risalenti al 2015 e ritraenti una macchia scura più piccola: fu proprio in quelle analisi che furono rilevate le macchie bianche e luminose di cui sopra, da cui poi è emersa, lo scorso anno, la nuova Grande Macchia Scura. Queste erano caratterizzate da cristalli di metano ghiacciato, e ciò spiega la loro lucentezza nonché il colore chiaro.

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Nubi chiare e Grande Macchia su Nettuno:
Crediti: NASA, ESA, Hubble Telescope

In particolare, è stato inoltre osservato da Simon, Michael Wong ed Andrew Hsu all’Università della California, che le nubi biancastre fluttuano al di sopra delle Grandi Macchie Scure, un po’ come sulla Terra le nubi sovrastano le nostre montagne: non solo, le nubi erano molto più luminose nel 2015 piuttosto che nel 2017, agli albori della comparsa della nuova Grande Macchia Scura, la cui durata varia dai 4 ai 6 anni, in accordo con le osservazioni e con i software di modellazione numerica dell’astmosfera di Nettuno.

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Cambiamento delle macchie chiare su Nettuno.
Crediti: www.blog-news.i

E allora perché la Grande Macchia Rossa di Giove ha più di cent’anni?

La differenza di composizione chimica, da cui i diversi colori, non è la sola responsabile di un comportamento così incompatibile tra le due Grandi Macchie: la risposta è nelle correnti da cui sono affette le superfici dei due pianeti. Infatti, mentre nel caso di Giove le correnti permettono alla Grande Macchia Rossa di ruotare attorno alla superficie del pianeta, Nettuno si mostra assai più complicato; le correnti sono molto violente, e, agendo anche lungo le linee di latitudine, portano al progressivo dissolversi delle Grandi Macchie Scure.

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La Grande Macchia Rossa di Giove.
Crediti: NASA

Fonte: https://eurekalert.org/pub_releases/2019-03/agu-hcb032519.php