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Ora solare 2021: quando portare indietro le lancette

Come ogni anno, anche in questo 2021 sta arrivando il momento di passare all'ora solare: ecco quando bisogna spostare le lancette

Categorie Curiosità e Consigli

L’autunno 2021 è arrivato da un po’ e come ogni anno, tocca portare indietro le lancette per passare dall’ora legale a quella solare: quando bisognerà farlo quest’anno?

Ora solare 2021: quando portare indietro le lancette

Non manca molto per il cambio d’ora di quest’anno. Per passare dall’ora legale a quella solare infatti, dovremo attendere la notte tra Sabato 30 e Domenica 31 Ottobre 2021 per la precisione alle 3 del mattino del 31 Ottobre.

L’arrivo dell’ora solare ci regalerà come ogni anno un’ora un più di sonno (almeno per la prima notte). Le giornate appariranno più corte, in quanto il sole tramonterà prima. In realtà, a beneficiare di questo spostamento delle lancette, saranno i più mattinieri che vedranno sorgere il Sole un’ora prima, regalandosi ore di luce in più.

Non bisogna dimenticare che i nostri dispositivi digitali (cellulari, computer, smartwatch), se connessi ad internet, modificheranno in maniera automatica l’orario. Al contrario, andranno spostate manualmente le lancette degli orologi da parete o da polso (a meno che non siano smart) o di quelli dell’automobile (anche se i modelli recenti sono connessi ad internet o ai nostri cellulari e possono modificare l’ora in automatico).

Per il ritorno dell’ora solare dovremo aspettare la prossima primavera. Infatti sarà il 27 Marzo 2022 il giorno del prossimo cambio d’ora, quando bisognerà riportare le lancette in avanti per l’arrivo dell’ora legale.

Perchè si cambia l’ora

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In questa mappa sono indicati in blu gli stati che usano il cambio d’ora, in arancione quelli che hanno smesso di usarlo e in rosso quelli che non l’hanno mai usato

L’alternanza tra ora solare e legale è un espediente al quale siamo ormai abituati da anni, ma vi siete mai chiesti perchè si adotta?Le motivazioni di questa scelta sono prettamente di natura economica, con ricadute anche a livello ecologico. L’ora legale durante il periodo primaverile ed estivo permette infatti di ridurre fortemente i consumi di energia elettrica, garantendo un maggior numero di ore di luce durante la giornata.

Alcune società che operano nel campo dell’energia hanno il compito di stimare ogni anno il risparmio garantito dall’utilizzo dell’ora legale. Attualmente in Italia questo compito è svolto da Terna che è subentrata a GRNT, la società che svolgeva questo compito fino a qualche anno fa.

Le stime per quanto riguarda il 2020 parlano di un risparmio di circa 400 GWh, che dal punto di vista economico si traducono in un risparmio di circa 66 milioni di euro, mentre dal punto di vista ambientale garantiscono 205mila tonnellate di CO2 immesse nell’atmosfera in meno.

Questa stima si fa di anno in anno più bassa. Solo nel 2018, Terna calcolava una diminuzione del consumo di più di 550 GWh e se si torna ancora più indietro nel tempo, ai primi anni del 2000, il risparmio sale a più di 640 GWh all’anno nel periodo dal 2005 al 2011.

La volontà di abolire il cambio d’ora

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Negli ultimi anni, anche a fronte della progressiva diminuzione del risparmi, l’Unione Europea sta seriamente prendendo in considerazione la possibilità di abolire la distinzione tra orario invernale ed estivo (che è egemone in tutti i paesi dell’UE dal 1996).

La questione è stata oggetto di una consultazione avvenuta tra il 4 luglio 2018 e il 16 agosto 2018 che ha coinvolto tutti i cittadini degli stati membri che sono stati invitati a pronunciarsi su una serie di quesiti sul sito della Commissione Europea. Tra gli altri, si chiedeva anche quale orario si sarebbe dovuto scegliere in caso di abolizione del cambio d’ora.

A seguito della consultazione è stata redatta una direttiva provvisoria, poi votata e approvata dal Parlamento Europeo che prevede la possibilità da parte dei singoli stati di scegliere (intervenendo con leggi nazionali) quale orario adottare tra quello solare e legale. Al momento la direttiva deve essere adottata e valutata dal Consiglio Europeo.

FONTI VERIFICATE