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Piante su Marte, un nuovo studio ha fatto luce a riguardo

Un recente studio ha evidenziato qual è la scelta migliore per poter coltivare piante su Marte per future missioni spaziali.

Categorie Biologia · Spazio

Dopo le vicissitudini della Guerra Fredda, la “Corsa allo spazio” è ritornata agli onori della cronaca. Complici le nuove scoperte spaziali, le compagnie private che sognano lo spazio e l’avvicendarsi di nuovi orizzonti. Uno degli obiettivi al giorno d’oggi più ambiti è quello di portare un equipaggio umano su Marte ma per sopravvivere servono le piante.

Dopo il nostro ritorno sulla Luna, il passo successivo da compiere sarà quello di raggiungere il pianeta Marte, il quarto del nostro sistema solare. Un pianeta fra quelli più studiati dagli scienziati. Ma prima vediamo alcune caratteristiche di questo affascinante pianeta.

Le caratteristiche uniche di Marte

piante su Marte

Marte è un pianeta roccioso e dista dal Sole circa 228 milioni di chilometri. Il suo moto di rivoluzione attorno alla nostra stella dura circa 687 giorni terrestri, mentre il suo moto di rotazione dura 24 ore e 30 minuti terrestri circa; simile a quello del nostro pianeta. Ed è proprio la somiglianza con il nostro pianeta che ha reso Marte uno dei corpi celesti più studiati della storia. Un’altra questione che ha messo Marte al centro della nuova corsa allo spazio è anche il fatto che sia potuta esserci la vita, o addirittura anche adesso!

Sulla superficie di Marte sono stati identificati anche dei solchi che fanno dedurre la presenza passata di corsi d’acqua e di mari. Ma non finisce qui. Le dimensioni sono simili a quelle terrestri ed anche la forza di gravità; anche se quest’ultime caratteristiche sono leggermente minori rispetto al nostro pianeta. L’atmosfera è invece più rarefatta, ma la vita in sé può adattarsi anche a condizioni sfavorevoli. Basti pensare ai batteri anaerobi terrestri che non necessitano di ossigeno per vivere, oppure ai batteri facoltativi che possono vivere sia in presenza di ossigeno che senza. Secondo gli esperti è possibile anche che su Marte, in passato, ci sia stata un’atmosfera più ricca. Le similitudini col nostro pianeta vanno però ancora avanti.

L’interno del pianeta Marte è simile a quello terrestre, anche se il mantello è leggermente più denso. L’attività geologica è anch’essa simile (anche se non è presente una tettonica a placche) ed è curioso conoscere che su Marte è presente anche il vulcano e collateralmente la montagna più alta dell’intero Sistema Solare, il Monte Olimpo, un vulcano a scudo alto ben 24 chilometri con una base di ben 600 chilometri, è un vero e proprio titano. L’Everest, la montagna della Terra più alta, si eleva soltanto per circa 8,8 chilometri. Il pianeta in questione ha anche due satelliti naturali chiamati Fobos e Deimos, che sono di piccole dimensioni e caratterizzati da una forma irregolare.

L’importante presenza di acqua e la forza della vita

piante su Marte

La cosa più importante, però, è che su Marte c’è tuttora la presenza di acqua. Quella principale è situata maggiormente ai poli, dove sono presenti dei veri e propri ghiacciai, in grado di sciogliersi in acqua allo stato liquido. Altre fonti di acqua potrebbero esserci nel sottosuolo marziano ed in superficie; il tutto in grado di creare tuttora dei depositi di sedimenti. Fatto sta che comunque Marte ha una notevole quantità d’acqua, è situato nella zona abitabile del Sole, ha delle stagioni simili a quelle terrestri, ha una forza di gravità simile a quella della Terra, ma più lieve, e possiede tutte le caratteristiche in grado di ospitare forme di vita, anche se primitive.

Detto questo, quindi, è facilmente deducibile che Marte è un ottimo candidato per aver ospitato in passato la vita o attualmente, soprattutto a livello microbico. Questo è uno dei fattori che posiziona Marte al centro dell’interesse scientifico. Nel prossimo futuro si prospetta una missione con equipaggio umano su Marte. Una missione abbastanza complessa da realizzare, ma non impossibile, ed anzi, più che fattibile.

Piante su Marte per organizzare colonie umane

Tra i punti fondamentali per poter organizzare una missione umana su Marte c’è quello dell’alimentazione. Una delle possibili soluzioni per poter trovare una fonte di cibo per gli astronauti sarebbe quella di coltivare delle piante terrestri su Marte, ma questo implica un notevole sforzo.

Uno studio recente, nato dalla collaborazione tra la Wageningen University & Research, e il Reactor Institute Delft (RID, TU Delft) olandesi, ha dimostrato che sarebbe molto difficile coltivare piante terrestri su Marte, infatti la luce solare che arriva sul suolo marziano è ricca di radiazioni (soprattutto Gamma) che sono di 17 volte più forti di quelle che arrivano sulla Terra.

Con questo recente studio si è capito, simulando sulle piante la luce solare ricca di radiazioni Gamma che arrivano su Marte utilizzando degli appositi strumenti al Cobalto 60 (un isotopo radioattivo artificiale, nato sinteticamente partendo dal metallo Cobalto), che le piante si sviluppano in quantità minori e di qualità inferiore se esposte alla luce solare marziana, anche se non c’è una distruzione totale. Ovviamente non si è simulata a pieno la luce che arriva su Marte, che è ricca anche di radiazioni Alfa, radiazioni Beta e radiazioni Ultraviolette.

Le soluzioni migliori per le piante su Marte

Per Marte, quindi, si ipotizza di non utilizzare prettamente la luce solare marziana per coltivare le piante per le future colonie umane, visto che danneggerebbe di molto le coltivazioni. Si pensa, invece, di utilizzare delle apposite serre illuminate con luce UV artificiale per poter coltivare piante su Marte, sfruttando eventualmente anche il suolo marziano, che, vi ricordiamo, è ricco di ossido di ferro che gli conferisce un tipico colore rossastro, che ha fatto soprannominare Marte come Pianeta Rosso.

Col tempo staremo a vedere, ma Marte, giorno dopo giorno, diventa sempre più affascinante e misterioso. Le speranze di nuove scoperte sono estremamente valide e non ne vediamo il momento. Soltanto una missione umana potrebbe svelare tutti i misteri di questo straordinario pianeta.

A cura di Gioacchino Savarese