Il cervello, l’organo più importante del nostro sistema nervoso ed il più complesso dell’intero corpo umano, è dotato di un’abilità davvero interessante, detta neuroplasticità: questa gli permette, nel tempo, di cambiare la propria struttura e le proprie funzioni a seconda degli stimoli esterni ricevuti o a seguito di lesioni, traumi e malformazioni.

cervello
fMRI di un adulto a cui è stato rimosso un intero emisfero – crediti: © Caltech Brain Imaging Center

Questa caratteristica è stata evidenziata da uno studio pubblicato lo scorso 19 novembre sulla rivista Cell Reports e condotto su un gruppo di persone che avevano subito, nell’età infantile, una emisferectomia, un intervento chirurgico mirato all’asportazione di una parte dell’emisfero cerebrale.

La straordinaria capacità del cervello di adattarsi ai cambiamenti

Come detto in apertura, il cervello è molto “plastico“, il che consente la creazione costante di nuove rete e connessioni neuronali. È questo quello che avviene quando si impara, ad esempio, a suonare uno strumento musicale: più ci esercitiamo, più si rafforzano le connessioni cerebrali deputate all’abilità musicale.

I ricercatori del California Institute of Technology hanno analizzato il cervello di sei adulti tra i 20 ed i 30 anni che avevano subito emisferectomie tra i 3 e gli 11 anni, per ridurre la comparsa di crisi epilettiche. Tutti i partecipanti, tra cui anche individui con entrambi gli emisferi, sono stati sottoposti a risonanza magnetica funzionale (fMRI), tecnica che consente il monitoraggio dell’attività cerebrale tramite il flusso sanguigno.

Il team ha scoperto che, per i soggetti con un solo emisfero, le aree del cervello attivate per una specifica funzione, tipo la vista, lavoravano insieme esattamente come avviene nei pazienti con l’organo intatto. Inoltre, è emerso che le connessioni tra aree diverse risultano più forti: questo è stato interpretato come la risposta del cervello alla modifica strutturale subita.

Oltretutto, secondo quanto riferito da Dorit Kliemann, principale autore dello studio, molti dei pazienti che avevano subito un’asportazione cerebrale presentavano abilità linguistiche intatte:

Quando mi siedo al PC e vedo queste risonanze che mostrano solo metà cervello, mi meraviglio ancora sapendo che quelle immagini provengono dalla stessa persona che ho appena visto parlare e camminare.

Ora la speranza degli scienziati è quella di poter individuare nuove strategie d’intervento per aiutare sempre più persone con lesioni cerebrali.

Altri casi simili

Ci sono molti casi documentati che dimostrano questa capacità di adattamento del cervello. Secondo un report pubblicato qualche tempo fa su Live Science, ad un ragazzo era stato rimosso un terzo dell’emisfero destro, compresa la parte deputata alla vista.

A qualche anno dall’intervento, i neuroscienziati hanno notato che la parte sinistra aveva iniziato a “preoccuparsi” anche della vista, originariamente di competenza del lato destro, permettendo al giovane di continuare a vedere. Un altro recente studio ha scoperto che un gruppo di donne a cui mancavano i bulbi olfattivi, continuava a sentire gli odori perché, probabilmente, il cervello si era internamente riorganizzato per consentire ancora l’utilizzo dell’olfatto.