E’ il primo caso al mondo ufficialmente registrato quello di una donna transgender di 30 anni in grado di allattare dal proprio seno il suo bambino.

Un trattamento sperimentale di tre mesi e mezzo, che comprendeva ormoni, un farmaco per la nausea e la stimolazione fisica del seno, ha permesso alla donna di produrre 227 grammi di latte al giorno.

“Questo è davvero un grande passo avanti“, afferma Joshua Safer del Boston Medical Center.Molte donne transessuali stanno cercando di avere quante più esperienze possibili che le donne non transgender già hanno, quindi posso vedere che questo sarà estremamente innovativo.”

 

Il trattamento

La donna transgender aveva ricevuto trattamenti ormonali femminilizzanti per diversi anni prima di iniziare il trattamento per l’allattamento. Questi includono lo spironolattone, un composto steroideo sintetico, utilizzato per bloccare gli effetti del testosterone, del progesterone e di un tipo di estrogeno.

Questo regime le ha permesso di sviluppare seni autonomamente, senza alcun intervento chirurgico di aumento del seno.

Lo spironolattone. Presenta somiglianza chimica con gli ormoni sessuali, per questo può causare mastodinia (dolore delle ghiandole mammarie) e ginecomastia (ingrossamento delle ghiandole mammarie nell’uomo).
Ph:wikipedia.org

Quando la sua compagna era incinta di cinque mesi e mezzo, la donna cercò un trattamento medico da Tamar Reisman e Zil Goldstein nel Centro per la medicina e la chirurgia transgender di Mount Sinai a New York. Il suo partner non aveva alcun interesse nell’allattamento al seno, ha spiegato, quindi lei ha deciso di assumere quel ruolo.

Un ormone chiamato prolattina di solito stimola la produzione di latte materno in donne che hanno appena partorito, ma questa sostanza chimica non è disponibile come farmaco prodotto in laboratorio. Per questo motivo, la donna ha deciso di provare ad utilizzare un farmaco per la nausea chiamato domperidone in modo tale da innescare la produzione di latte materno.

Domperidone, farmaco utilizzato per ridurre la nausea.
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Esistono prove aneddotiche del fatto che questo farmaco possa favorire la produzione di latte, sebbene la Food and Drug Administration degli Stati Uniti abbia precedentemente sconsigliato l’uso per ottenere questo scopo.

La donna ha dunque preso dosi crescenti di ormoni come estrogeni, progesterone e spironolattone. Allo stesso tempo, ha iniziato a usare un tiralatte per stimolare il suo seno.

 

Dopo appena un mese, i risultati

Nel giro di un mese, la donna fu in grado di avere alcune goccioline di latte dal senso. Dopo tre mesi di trattamento, questo aumentò a 227 grammi di latte materno al giorno. Una volta nato il bambino, è stata in grado di allattarlo esclusivamente dal proprio seno per sei settimane – durante le quali delle visite pediatriche hanno confermato che il bambino cresceva normalmente e in modo sano.

Anche se la produzione di 227 grammi di latte da parte della donna è un traguardo abbastanza significativo, questo è inferiore alla media di circa 500 grammi che un bambino consuma dal momento in cui ha 5 giorni di vita. Dopo sei settimane dunque, la donna completò l’allattamento con latte artificiale.

Ma gli effetti sono ancora sconosciuti

Questo è il primo caso di allattamento al seno da parte di una donna transgender riportato nella letteratura medica, dicono Reisman e Goldstein, autori dell’articolo. “È un grande traguardo averlo registrato in un documento ufficiale.”

Ma Safer, del Boston Medical Center, non è sorpreso che sia possibile. “Quando tratto le donne transgender, vediamo un buon sviluppo del seno”, dice. Non c’è motivo per cui le cellule di questi seni non producano il latte allo stesso modo di quelle delle donne non transgender, dice. “Per quanto ne sappiamo, la sola stimolazione del seno potrebbe essere sufficiente.”

Se il trattamento è dimostrato sicuro ed efficace, potrebbe essere un gran beneficio per i bambini di altre donne transgender, così come per le donne che adottano o per coloro che hanno difficoltà ad allattare, dice Safer.

Tuttavia, il latte materno della donna non è stato ancora valutato, quindi non sappiamo se abbia lo stesso mix di componenti del latte delle nuove madri gestanti. Ciò significa che la pratica non può ancora essere raccomandata, dice Madeline Deutsch all’Università della California, a San Francisco. Si possono dunque vedere i potenziali benefici dell’allattamento al seno, ma che l’impatto a lungo termine di questo latte sul bambino è ancora sconosciuto.