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giovedì, 1 Ottobre, 2020

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ReFlex, il primo smartphone flessibile

Si chiama ReFlex (da non confondere con la nota fotocamera) ed è il primo prototipo di smartphone flessibile realizzato dalla Queens University. L’idea dei ricercatori è quella di abbinare ad un display pieghevole anche una serie di sensori di movimento così da realizzare un dispositivo dai molteplici usi. Un esempio è quello di sfogliare le pagine di un libro con un gesto simile a quello vero: un tentativo di riavvicinare i lettori agli e-book. ReFlex ha uno schermo da 6 pollici (1280×720 pixel) prodotto da LG Display con sistema operativo Android.

ReFlex
ReFlex, lo smartphone flessibile della Queens University

 

ReFlex sfrutta un feedback tattile che consente di percepire le manipolazioni dello schermo, restituendo ad esempio la sensazione di sfogliare un libro cartaceo. Per i ricercatori della Queens non sarà pronto prima di 5 anni, a meno che i colossi della telefonia mobile non riescano prima nell’impresa.

 

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Antonio Piazzolla
Giornalista e divulgatore scientifico; caporedattore di Close-Up Engineering, è una delle firme di Forbes Italia e autore su Le Stelle, la rivista di divulgazione astronomica fondata da Margherita Hack. Ha collaborato con BBC Scienze Italia, HuffPost Italia, l’Espresso, Il Messaggero e Business Insider Italia.