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Rotoli di Ercolano, la parola “Porphyras” decifrata dopo due millenni

Nei rotoli di Ercolano carbonizzati, grazie all'intelligenza artificiale, è stata decifrata una parola dopo due millenni

Categorie storia
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I rotoli di Ercolano carbonizzati della Villa dei Papiri, sepolti dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., sono stati oggetto di un progetto ambizioso chiamato Vesuvius Challenge. Un antico mistero è quindi finalmente svelato grazie a un’iniziativa che ha coinvolto scienziati, informatici e appassionati di storia. Questa sfida ha portato alla luce la parola “Porphyras”, aprendo la strada a nuove scoperte sulla vita nell’antica Roma.

La sfida per decifrare i rotoli di Ercolano

All’Institute de France, uno dei più eminenti istituti culturali francesi, si trova uno dei sei antichi rotoli di Ercolano, rimasto sigillato e inaccessibile per secoli. Nel marzo del 2023, il mondo scientifico è stato scosso dalla Vesuvius Challenge. Questa iniziativa è partita da Nat Friedman, ex CEO di GitHub, un gigante nell’ambito della tecnologia. Questa sfida è stata un appello globale, un invito aperto rivolto a scienziati, informatici e appassionati di storia da ogni angolo del mondo. L’obiettivo era affrontare uno dei più grandi misteri dell’antichità: i rotoli di Ercolano, tesori sepolti sotto le ceneri del Vesuvio nel lontano 79 d.C. Questi rotoli, contenenti saggi, poesie e chissà quali altri tesori letterari dell’epoca, erano illeggibili a causa della carbonizzazione.

rotoli di ercolano
 Le lettere decifrate nel rotolo di Ercolano formano la parola πορϕυρας, “porpora”
Credit: Vesuvius Challenge

L’invito di Friedman è stato chiaro: trovare nuovi modi per decifrare i rotoli carbonizzati e svelarne il contenuto sepolto da oltre duemila anni. Questi manoscritti rappresentano un’importante finestra sul mondo antico, un ponte tra il passato e il presente. La sfida però era estremamente complessa. I rotoli, delicati e fragili, erano in uno stato di conservazione precario. La carbonizzazione aveva reso il papiro fragile come la cenere stessa, rendendo qualsiasi tentativo di lettura diretta potenzialmente dannoso e irreversibile.

La rivoluzione dell’intelligenza artificiale

Questo tesoro culturale è stato esplorato grazie all’avanzata tecnologia del Diamond Light Source, un sincrotrone situato nel Regno Unito. Di solito, i sincrotroni sono riservati a ricerche di fisica, farmacologia e ingegneria, dove si analizza la struttura della materia a una risoluzione incredibile, inferiore ai nanometri. Tuttavia, una mente collettiva di scienziati, tra cui l’ingegnere informatico americano Brent Seales dell’Università del Kentucky, il fisico tedesco dell’Università di Stanford Uwe Bergmann e il fisico napoletano Vito Mocella del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha intrapreso un audace esperimento. L’obiettivo era usare i raggi X per esplorare l’interno dei papiri di Ercolano senza aprirli.

I raggi X emessi dal Diamond Light Source hanno penetrato delicatamente attraverso i rotoli, scrutando le loro profondità senza causare danni. Un sofisticato rivelatore ha misurato minuziosamente le variazioni di intensità dei raggi mentre attraversavano il papiro. Questi dati hanno rivelato sottili differenze di densità all’interno degli oggetti, inclusi i segni d’inchiostro incisi dai loro antichi autori. Queste differenze, anche se minime, hanno richiesto l’uso di strumenti estremamente potenti e sensibili, come i sincrotroni, per essere misurate accuratamente. Ma qui entra in gioco l’intelligenza artificiale. Utilizzando le informazioni sulle variazioni di intensità, gli esperti hanno realizzato una sofisticata rete neurale artificiale. Questo software ha tradotto i dati complessi in immagini tridimensionali dei rotoli, tenendo conto delle pieghe nel papiro. Ciò ha permesso agli scienziati di esplorare virtualmente l’interno dei rotoli senza toccarli fisicamente.

rotoli di ercolano
Rotoli di Ercolano esposti nella Biblioteca Nazionale di Napoli
Credits: AP Photo/Salvatore Laporta

Come è avvenuta la decifrazione dei rotoli di Ercolano

Luke Farritor, uno studente di informatica di 21 anni proveniente dall’Università del Nebraska, è stato il primo a leggere una parola in greco antico all’interno di questi antichi manoscritti. Farritor è solo uno dei più di 1.500 informatici e studenti di informatica che hanno abbracciato la sfida dei rotoli di Ercolano, grazie all’ispirazione fornita da Nat Friedman. Friedman è stato conquistato dalla storia dei papiri di Ercolano durante i lockdown dovuti alla pandemia da coronavirus nel 2020. La sua passione lo ha spinto a contattare il rinomato studioso Brent Seales, dando vita alla Vesuvius Challenge.

Il successo di Farritor, il cui programma di machine learning ha rivelato la parola “porpora”, ha dimostrato che la passione e l’ingegno possono superare le barriere del tempo. Nonostante le prove certificate con scrupolo dalla squadra di Seales e dai filologi esperti come la papirologa dell’Università di Napoli Federica Nicolardi, la notizia del suo straordinario successo è emersa solo di recente. Il contributo di Farritor è stato fondamentale, guadagnandosi il premio delle Prime Lettere, del valore di $ 40,000.

Nuove scoperte e futuro della decifrazione

Il lavoro di Farritor ha aperto la strada a ulteriori scoperte. Youssef Nader ha identificato la stessa parola in modo più preciso, guadagnandosi un premio di $10,000. Casey Handmer ha contribuito trovando prove di inchiostro all’interno di un rotolo sigillato e pietrificato, meritando il premio di $10,000 per il Primo Inchiostro. Oggi il Gran Premio della Vesuvius Challenge, del valore di $700,000, sembra più vicino che mai. Con ulteriori contributi e scoperte, il destino finale di questa incredibile iniziativa potrebbe essere dietro l’angolo. Chi riuscirà a conquistare il Gran Premio e quali altri segreti sveleranno i rotoli di Ercolano?