Grazie a una ricerca condotta dal gruppo di neuro-oncologia dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino e il Cnr di Madrid, è stata scoperta la causa delle metastasi al cervello provenienti da tumori del polmone e della mammella.

Il colpevole? Un fattore molecolare chiamato STAT3, un fattore di trascrizione pro-oncogenico presente nelle cellule del cervello sano.

La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Medicine, può portare a notevoli cambiamenti in campo oncologico.

I risultati dello studio

Lo studio è partito da un dato sperimentale molto interessante, ovvero dalla presenza inaspettata della proteina STAT3, non tanto sulla membrana delle cellule metastatiche, dove potevamo aspettarcelo, quanto piuttosto in quelle sane, nei cosiddetti astrociti reattivi, che circondano le metastasi cerebrali.

Una scoperta quindi molto importante, riscontrata in egual modo anche in modelli di topo, nei quali erano state trapiantate metastasi nel cervello.

Non tutti i campioni, però, mostravano l’espressione della proteina. Difatti, su 100 campioni di metastasi derivati da operazioni neurochirurgiche condotte nell’ospedale di Torino negli ultimi 5 anni, alcuni erano caratterizzati da astrociti reattivi esprimenti questa proteina, altri campioni invece no.

Questa differenza però, ha mostrato un dato clinico davvero importante: soltanto i campioni nei quali la STAT3 era espressa mostravano al contempo una prognosi peggiore. Questo vuol dire che i pazienti le cui cellule esprimono la proteina in questione hanno una possibilità sopravvivenza molto più breve rispetto agli altri.

 

Struttura cristallina di STAT3 legata al DNA
Ph: en.wikipedia.org

Qualche ipotesi sul meccanismo

Dai risultati risulta evidente, dunque, come il fattore STAT3 sia espresso negli astrociti reattivi che, fino ad oggi, venivano considerati una specie di barriera per la sopravvivenza e per l’espansione della popolazione tumorale.

Il team di scienziati ora ha lo scopo di capire come, e con quale meccanismo, la presenza della proteina sulle cellule sane accresca le metastasi cerebrali.

Una delle ipotesi è che l’espressione di STAT3 negli astrociti agisca inibendo in qualche modo la risposta immunitaria, in particolare le cellule T. La speranza è di poter bloccare farmacologicamente questa STAT3 in futuri studi clinici.

Questa scoperta dunque, porta un po’ di speranza nel poter migliorare un giorno la terapia farmacologica, tuttora insoddisfacente. Difatti, le metastasi cerebrali rappresentano una complicanza sempre più frequente di tumori solidi, tra i quali quelli del polmone e della mammella. Questo perché, al di là della chirurgia e della radioterapia, la terapia farmacologica nel caso delle metastasi al cervello è tuttora limitata.