Si chiama GJ 3512b, è un pianeta gigante simile a Giove e impiega circa 200 giorni a completare un’orbita intorno alla stella di cui è figlio,Gj 3512, una nana rossa distante circa 30 anni luce dalla Terra.

La scoperta, che sfida le teorie attuali, è il frutto di una ricerca del  consorzio europeo Carmenes, sotto la guida da Juan Carlos Morales, che ha visto anche la partecipazione di Luigi Mancini dell’Università di Roma Tor Vergata e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Come detto si tratta di un pianeta gigante, simile a Giove, che orbita intorno a una piccola stella la cui massa è pari a un decimo di quella del Sole: pubblicati sulla rivista “Science”, i risultati della ricerca stanno mettendo in crisi la teoria di riferimento sulla formazione dei pianeti.

“Lo scopo di Carmenes è trovare pianeti terrestri abitabili intorno a piccole stelle vicine al Sole. Per individuare il pianeta abbiamo usato la cosiddetta tecnica Doppler, che consente di studiare come varia la velocità radiale di una stella, quella cioè in direzione dell’osservatore. La presenza del pianeta provoca infatti moti di allontanamento e avvicinamento della stella rispetto a noi. Pensavamo di trovare pianeti rocciosi piccoli e non un gigante come Giove. Secondo le attuali teorie, non dovrebbe esistere un pianeta gioviano intorno a una nana rossa. Queste stelle di piccola massa formano, infatti, dischi di accrescimento, da cui nascono poi i pianeti, troppo piccoli e con una quantità di materia, gas e polveri insufficiente a formare pianeti giganti. Il che ci spinge a rivedere le nostre teorie di formazione planetaria

ha dichiarato Luigi Mancini all’ANSA.

Scoperto pianeta di un sistema raro

La formazione di Gj 3512b è poco chiara: insieme alla sua stella infatti costituisce un sistema planetario raro che mette in crisi la teoria dell’accrescimento del nucleo (“core accretion theory”), la più accreditata delle teorie circa la formazione dei pianeti gassosiIl modello in questione infatti non è in grado di spiegare come sia possibile la formazione di un esopianeta massiccio, come Gj 3512b, attorno a una stella piccola come Gj 3512.

Quello scoperto è un gigante gassoso simile a Giove, avente metà della sua massa mentre la stella attorno alla quale orbita è poco più di un decimo della massa del Sole. Gj 3512 è infatti una nana rossa di tipo M, le più piccole stelle esistenti ed anche il tipo più comune nella Via Lattea. Ciononostante solo 400 dei circa 4000 esopianeti scoperti orbita attorno a queste stelle: una percentuale del 10% (un valore indicativo) che lascia intuire quanto siano rari gli esopianeti con queste caratteristiche in sistemi solari nei quali la stella abbia una massa simile.

Un’eccentricità molto elevata

Ma il rapporto fra massa del pianeta e massa della stella non è l’unico dato anomalo: l’orbita, la cui durata è di 204 giorni, ha un’eccentricità molto elevata (e=0.4356) per un pianeta di questo tipo. Anche per questo la sua formazione non sarebbe spiegabile con la teoria di formazione dei pianeti gassosi.

Secondo gli autori però un modello alternativo potrebbe far luce sulla questione: si tratta del cosiddetto modello dell’instabilità gravitazionale (“disk instability model“) il quale ipotizza l’inizio dell’accrescimento gassoso con instabilità nella nuvola di gas che costituisce un disco protoplanetario.

Per approfondire:

[1] “A giant exoplanet orbiting a very-low-mass star challenges planet formation models” – Science
[2] “Intervista a Luigi Mancini a cura dell’INAF” – Istituto Nazionale di Astrofisica

Immagine rappresentativa, crediti: news.gr