Il 23 Agosto 2019 dall’Illinois arriva una notizia che fa riflettere. Sul sito dell’Illinois Department of Public Health (IDPH) è apparso questo comunicato:

“Il Dipartimento di Salute Pubblica dell’Illinois (IDPH) apprende la notizia della morte di un soggetto che ha recentemente fatto uso di sigarette elettroniche e che era stato ospedalizzato per una severi sintomi respiratori aumentati nelle ultime settimane. Un totale di 22 persone, di età compresa tra i 17 e i 38 anni, hanno accusato medesimi sintomi dopo aver fatto uso di sigarette elettroniche o simili. “

I casi in tutti gli Stati Uniti sono oggi 193 suddivisi in 22 Stati, tutti accomunati da un uso quotidiano di sigarette elettroniche e similari.

Della vittima le generalità non sono note così come restano molti misteri da svelare su quanto stia accadendo.

Colpa delle sigarette elettroniche?

Il IDPH, in collaborazione con la Food and Drug Administration e con altri centri di prevenzione di altri Stati, sta già indagando su quali tipi di sigarette elettroniche e su quali tipi di liquido siano coinvolti.

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Immediatamente anche il CDC (Center for Desease Control and Prevention) è sceso in campo per individuare la causa di quanto accaduto.

Tutti i 193 casi riportati si sono verificati da Giugno ad Agosto 2019 e, ad oggi, non è stato identificato nessun composto presente nelle sigarette elettroniche in grado di poter giustificare l’accaduto. Secondo il CDC esiste la possibilità he alcuni liquidi contenenti THC potrebbero essere i responsabili di molti di questi casi. Tuttavia non vi sono prove certe a sostegno di questa ipotesi.

Le sigarette elettroniche nell’occhio del ciclone

Il tema delle sigarette elettroniche, da sempre molto controverso, torna dunque ad occupare le pagine dei giornali di tutto il mondo.  Il “sicuramente sono meno dannose del tabacco” non basta più e il caso americano lo conferma.

Il CDC, sul proprio sito web, prende una posizione netta ed il suo direttore, Robert R. Redfield scrive:

Le sigarette elettroniche non sono sicure per giovani, giovani adulti, donne incinte e soggetti adulti che non siano fumatori.

Sebbene questi dispositivi possano aiutare a smettere di fumare, i problemi che si sono posti in questi anni devono far riflettere.

I problemi collegati

Che le sigarette elettroniche facciano meno male del fumo è un dato di fatto ma uno dei problemi che si sono posti ne è proprio una diretta conseguenza. Molti, soprattutto giovani e giovanissimi, si sono avvicinati a questo mondo non essendo mai stati fumatori.

Uno studio del 1 Maggio 2019 mostra come, in soggetti sani e non fumatori, svapare liquidi non contenenti nicotina sia in grado di aumentare nel sangue gli indici di infiammazione, che raggiungono il picco massimo in una o due ore dall’utilizzo del dispositivo, tornando a valori basali dopo circa 6 ore.

Un altro articolo, questa volta pubblicato sulla rivista Radiology, ha confermato come l’inalazione di vapori prodotti dalle sigarette elettroniche e non contenenti nicotina siano in grado di alterare in modo transitorio la funzionalità del rivestimento interno (endotelio) dei vasi sanguigni polmonari in soggetti non fumatori ed in salute.

Molti non smettono affatto di fumare

Un altro problema rilevante è la mancanza di prove di ciò che accade quando vengono mescolati il fumo e le sigarette elettroniche. Quello che alcuni temono è che si possa aumentare l’effetto dannoso del fumo se associato a questi vapori. Moltissimi, infatti, nonostante l’acquisto di un dispositivo elettronico non rinunciano al proprio vizio di fumare e, ad oggi, non abbiamo informazioni riguardo il rischio al quale si espongono.

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Oltre a questo chi passa dalla sigaretta allo svapo corre il rischio di assumere più nicotina di prima per diverse ragioni: la sigaretta elettronica può essere usata in linea teorica per molto più tempo al giorno e il contenuto di nicotina è a discrezione del compratore.

Quali siano i livelli di guardia non è chiaro, così come non è chiaro quanto effettivamente sia alto il rischio di ammalare a causa dei dispositivi elettronici.

È possibile che nei prossimi anni ci troveremo di fronte situazioni nuove, diverse da quelle a cui siamo abituati. Le sigarette elettroniche magari diminuiranno il numero dei carcinomi polmonari ma causeranno patologie ad oggi non comprese.

Il caso americano ne è una prova: i medici non sono sempre stati in grado di individuare immediatamente la situazione. Non a caso molti dei 193 casi sono stati scambiati per polmoniti che, però, non rispondevano ad alcuna terapia antibiotica. La scarsa specificità dei sintomi e la scarsa conoscenza dell’effetto dei vapori delle e-cig sulla salute umana sono dei limiti anche per quanto riguarda eventuali necessità terapeutiche.

Si attendono conferme o smentite

Una cosa è certe, le sigarette elettroniche hanno un mercato incredibile. Solo in Italia, secondo il Sole 24 Ore oltre un milione di Italiani già ne fanno uso e, secondo alcune stime nel 2025 parleremo di un fatturato annuo di oltre 45 miliardi di euro.

In questo contesto è incredibile come non sia affatto chiaro quanto questi dispositivi possano essere nocivi per la salute. Nei prossimi mesi ed anni sicuramente ci saranno sforzi importanti che porranno l’attenzione su questi temi e forse saremo maggiormenti coscienti su ciò che respiriamo.

Alla BBC online il presidente della della American Vaping Association, Gregory Conley, ha affermato che si ritiene fiducioso sulla estraneità ai fatti dei prodotti elettronici. Ciò, ovviamente, dovrà essere confermato in modo scientifico e rigoroso prima che sia troppo tardi.

 

Fonti ed approfondimenti: