fbpx
venerdì, 5 Giugno, 2020

SEGUICI SU:

DELLO STESSO AUTORE

INSTAGRAM

CORRELATI

Software Heritage, una biblioteca virtuale per preservare il software

Il progetto si chiama Software Heritage, è sostenuto da una squadra di testimonial di primo piano tra cui Huawei, Intel, Microsoft e Nokia, accanto ai quali c’è anche il Dipartimento di Informatica – Scienza e Ingegneria dell’Università di Bologna
L’Università di Bologna a fianco dei grandi nomi dell’informatica per dare vita a una biblioteca virtuale dei codici che animano molte delle tecnologie di oggi e di ieri. Il progetto si chiama Software Heritage, lo guida Inria, l’Istituto Nazionale Francese per l’Informatica, ed è sostenuto da una squadra di partner di primo piano tra cui Huawei, Intel, Microsoft e Nokia. Unico ateneo del gruppo, ad oggi, è l’Alma Mater, che con il suo Dipartimento di Informatica – Scienza e Ingegneria (Disi) collabora alle attività di ricerca e fornisce uno spazio di memoria in cui collocare il codice raccolto.
A cinquant’anni dal primo personal computer e a dieci dal lancio del primo smartphone, la tecnologia non è più soltanto il futuro ma è ormai anche parte della nostra storia e della nostra cultura. Mentre però vecchi computer e cellulari fuori produzione diventano oggetto di ricordi nostalgici e iniziano ad entrare nei musei, che ne è dei software che in passato li hanno animati? È qui che entra in gioco Software Heritage, progetto nato per preservare quel patrimonio ormai storico di codici, raccogliendo e condividendo tutto il software disponibile pubblicamente in formato sorgente. Una sfida che si annuncia imponente: i file catalogati fino ad oggi sono già più di tre miliardi, appartenenti a più di cinquanta milioni di progetti diversi.
“L’Università di Bologna – dichiara il rettore Francesco Ubertini – è pronta a mettere in campo la sua esperienza e le sue competenze per sostenere lo sviluppo di questo importante progetto: la tecnologia è ormai parte integrante della nostra cultura e come tale va salvaguardata e preservata in tutte le sue forme”.
“Il software – spiega Simone Martini, direttore del Dipartimento di Informatica dell’Alma Mater – è alla base di molta parte della scienza moderna. La riproducibilità dei risultati scientifici e l’intero concetto di ricerca scientifica è profondamente legato alla conservazione e allo studio del software sotto forma di codice sorgente. Noi siamo impegnati a studiare questi codici nelle loro molteplici forme, proprietà ed effetti: così come i nostri padri e i nostri nonni ci hanno lasciato biblioteche e laboratori, grazie a Software Heritage potremo trasmettere ai nostri figli e ai nostri nipoti questo prezioso patrimonio.”
“Siamo felici – afferma Roberto Di Cosmo, direttore di Software Heritage – di dare il benvenuto all’Università di Bologna come primo membro accademico internazionale nella prestigiosa cerchia dei partners che sostengono la nostra missione, e lavorano con noi per costruire una moderna Biblioteca di Alessandria del software.”
Il Dipartimento di Informatica – Scienza e Ingegneria collabora alle attività di ricerca di Software Heritage e, insieme al Cesia (l’Area Sistemi e Servizi Informatici dell’Alma Mater), mette a disposizione del progetto uno spazio di memoria di 65 terabyte (circa 65 milioni di megabyte). Utilizzando computer e dischi non più adatti per le esigenze di continuità operativa delle applicazioni Unibo, Software Heritage costruirà una delle sue aree di memorizzazione temporanea: l’Alma Mater riuscirà così ad allungare il ciclo di vita di questi sistemi garantendo anche un importante risultato in termini di sostenibilità.
Ai tanti prestigiosi partner di Software Heritage, lunedì 3 aprile si aggiungerà anche l’Unesco, con una cerimonia a Parigi a cui parteciperanno la direttrice generale Irina Bokova e Antoine Petit, Ceo di Inria, alla presenza, tra gli altri, del rettore dell’Alma Mater Francesco Ubertini e del direttore del Dipartimento di Informatica Simone Martini. Sarà presente anche il presidente francese François Hollande.

Ufficio Stampa
Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
Via Zamboni 33 – 40126 Bologna
Tel: 051-2088664
E-mail: ufficiostampa@unibo.it
Twitter: @UniboMagazine

Grazie per essere arrivato fin qui

Per garantire lo standard di informazione che amiamo abbiamo dato la possibilità ai nostri lettori di sostenerci, dando la possibilità di:
- leggere tutti gli articoli del network (10 siti) SENZA banner pubblicitari
- proporre ai nostri team le TEMATICHE da analizzare negli articoli

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.