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stampa 3D

    MIT develops 4D printing wood carbon fiber and rubber objects

    La bufala della stampa 4D

    I materiali “a memoria di forma” furono scoperti nel lontano 1932. Messi a punto negli anni successivi, vengono sviluppati oggi con un processo impropriamente chiamato “stampa 4D”. Alcune testate giornalistiche hanno divulgato la notizia dell’invenzione della stampante 4D , un’autentica bufala

    MultiFab

    MultiFab, il futuro delle stampanti 3D: stampa 10 materiali diversi contemporaneamente

    Dal Computer Science and Artificial Intelligence Lab (Csail) del Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston arriva MultiFab, la prima stampante 3D capace di stampare dieci materiali diversi contemporaneamente. Per compiere questo prodigio, MultiFab utilizza una tecnica di scansione tridimensionale più efficiente, economica e rapida rispetto alle stampanti 3D tradizionali. Possiede una risoluzione di 40 micron, una dimensione inferiore alla metà dello spessore di un capello umano.

    “La piattaforma che abbiamo sviluppato”, spiega Javier Ramos, ingegnere Csail, “apre possibilità del tutto nuove per la stampa 3D, permettendo a ricercatori e appassionati di creare oggetti finora impossibili da stampare”. Finora, il dispositivo è stato usato per produrre oggetti di tutti i tipi, tra cui custodie per smartphone, led e motori.

    La stampante infatti è in grado di calibrarsi e correggersi in maniera autonoma, rendendo il processo di stampa più veloce: per ogni strato di materiale aggiunto, l’oggetto viene scansionato in 3D, così da rilevare errori e applicare una “maschera di correzione”. Ma la vera novità consiste nel poter incapsulare componenti complessi come circuiti e sensori direttamente nell’oggetto da stampare. Si può realizzare così un prodotto finito, completo di parti mobili e componentistica elettrica, in una sola stampa. Il costo totale è di circa 7mila dollari.

    Ultrascope

    Ultrascope: un telescopio stampato in 3D per foto astronomiche con smartphone

    Per il progetto Ultrascope gli ideatori si sono chiesti se era possibile sviluppare un telescopio “fatto in casa” professionale ma più economico rispetto agli standard della strumentazione avanzata. Così un team della Open space Agency (Osa) di Londra ha messo a punto il design di un piccolo telescopio realizzabile con la stampa in 3D e assemblabile in casa.

    In altre parole, un telescopio robot (ARO: Automated Robotic Observatory), che consentirebbe astrofili di contribuire a progetti scientifici cittadini per un costo radicalmente ridotto. Ultrascope, nella sua prima gamma, la “EXPLORER SERIES”, è ancora un prototipo ma promette già risultati professionali. Uno specchio da 3,5 pollici specchio capace di condurre fotografia celeste e fotometria.

    L’azienda sta cercando “beta testers” di tutto il mondo per testare lo strumento affinché possano suggerire consigli e miglioramenti. Il pacchetto software e componenti per l’assemblaggio e la rielaborazione fotografica sarà disponibile online con licenza open. Lo smartphone che si è mostrato più adatto per ottenere un’ottima risoluzione è il Lumia 1020 da ben 41 megapixel.

    Questo sogno sarebbe stato quasi impossibile ventiquattro mesi fa” – spiega il fondatore di OSA, James Parr –  “I livelli di precisione richiesti per l’astronomia professionale avrebbe comportato errori e difficoltà di assemblaggio rendendo così le osservazioni frustranti per gli aspiranti astrofili. Tuttavia l’emergere di stampanti 3D a basso costo e taglio laser, in coppia con le piattaforme Arduino e Lumia, hanno reso possibile la realizzazione di questo ambizioso progetto.


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