Il “Tempio del Cielo”, lanciato nel 2011 e fuori controllo dal 2016, precipiterà sul pianeta nei giorni di Pasqua: tra le probabili zone d’impatto il Centro-Sud del nostro paese. La Protezione civile ha così diffuso una circolare a Regioni e ministeri per prepararsi all’impatto

“Il rientro incontrollato di Tiangong 1 (che significa “Tempio del Cielo”) nell’atmosfera potrebbe interessare il territorio nazionale e l’eventuale caduta di frammenti potrebbe avvenire nei giorni di Pasqua, tra il 28 marzo e il 4 aprile e riguardare le Regioni a sud dell’Emilia-Romagna. La finestra temporale e le traiettorie di impatto al suolo potranno essere definite con maggiore precisione nelle 36 ore precedenti il rientro; l’organizzazione e l’interpretazione dei dati saranno curate dall’Agenzia Spaziale Italia, avvalendosi del supporto di altri Enti, nazionali e internazionali” – è il passo più importante che riassume la circolare diffusa dalla Protezione civile a tutti i Ministeri e Regioni d’Italia.

Istituito un tavolo tecnico

Come solito, in circostanze del genere, è stato istituito il tavolo tecnico di lavoro al quale partecipano, insieme all’ASI, il Consigliere Militare della Presidenza del Consiglio, i Ministeri di Interno, Difesa e Esteri, Enac, Enav, Ispra e la commissione speciale di Protezione civile che, sul suo sito ufficiale, pubblica un vademecum con le norme di protezione: “Eventi di questo tipo e casi reali di impatto sulla Terra, e in particolare sulla terraferma, sono assai rari. Pertanto non esistono comportamenti di autotutela codificati in ambito internazionale da adottare a fronte di questa tipologia di eventi” – si legge nella nota.

Tiangong-1
A rischio la zona equatoriale, crediti: blogs.esa.int

A rischio le zone equatoriali del pianeta

Eventuali frammenti della Tiangong 1, che resisteranno all’attrito con l’atmosfera, cadranno nella zona all’interno della fascia -44°S e +44°N di latitudine, un’area molto vasta costituita in gran parte da oceani e deserti; tuttavia il raggio di impatto include anche alcune zone degli Stati Uniti, Brasile, India, Cina e Italia. Riguardo la penisola italiana, la zona interessata è quella centro-meridionale, a partire dall’Emilia Romagna fino alle coste siciliane. L’Agenzia Spaziale Italiana sta monitorando la situazione attraverso radar e telescopi, coinvolgendo anche il proprio Centro di Geodesia Spaziale di Matera.

Un rischio chimico di contaminazione al suolo

Ci pioveranno addosso ben 7600 kg di carico, distribuiti su 10,5 metri di lunghezza per un diametro di circa 3,4 metri; la stazione è provvista inoltre di due ampi pannelli solari. Si stima che il satellite contenga una quantità di 350 kg di propellente(120 Kg di MMH e 230 kg di N204) suddivisi in quattro serbatoi da 230 litri l’uno: un rischio chimico di contaminazione al suolo, anche se non risultano sostanze radioattive.

Presi in considerazione anche il sotto-modulo di servizio di 2,5 metri di diametro, che fornisce potenza tramite due pannelli solari di 3×7 metri, controlla assetto e orbita e gestisce le comunicazioni, e un secondo sotto-modulo più ampio (3,4 metri di diametro) per condurre gli esperimenti dotato, nella sezione conica frontale, di un dispositivo per l’attracco con le navicelle Shenzhou.

I consigli della Protezione Civile

Sul sito della Protezione Civile sono disponibili alcune indicazioni, sulla base delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunità scientifica, utili alla popolazione affinché adotti responsabilmente comportamenti di auto-protezione qualora si trovi nei territori potenzialmente esposti all’impatto:

  • è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti. Si consiglia di stare lontani dalle finestre e porte vetrate.
  • i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, sono più sicuri i piani più bassi degli edifici.
  • all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e in vicinanza delle pareti.
  • è poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell’impatto.
  • alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero sopravvivere all’impatto e contenere idrazina: si consiglia, in linea generale, che chiunque avvistasse un frammento, senza toccarlo e mantenendosi a un distanza di almeno 20 metri, dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità competenti.

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