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Anche i topi hanno le allucinazioni: il ruolo della dopamina

In uno studio, alcuni ricercatori sono riusciti a far sperimentare, a dei topolini, delle allucinazioni uditive. I risultati di questo studio potrebbero, secondo gli autori, aiutare nello sviluppo di nuovi trattamenti per le malattie psicotiche.

Categorie Biologia

Le psicosi, come la schizofrenia, sono tra le malattie psichiatriche più importanti, per l’impatto notevole che possono avere sulla vita dei pazienti e sulle loro famiglie. Sono caratterizzate essenzialmente da due manifestazioni tipiche: i deliri e le allucinazioni. Il delirio è una falsa convinzione resistente ad ogni tentativo di critica. L’allucinazione è una percezione in assenza dell’oggetto: vedo qualcosa che non c’è o sento un suono che non esiste, ad esempio. Ancora oggi, a causa della complessità del cervello umano, si conosce molto poco delle cause e dei meccanismi mediante i quali si sviluppano le psicosi, e di conseguenza i progressi per curare queste malattie sono inevitabilmente più lenti rispetto ad altri campi della medicina.

Lo studio sulle allucinazioni uditive

Un nuovo studio, fatto su uomini e su topi, ha permesso di aggiungere un tassello in più nelle conoscenze a riguardo. Lo studio si è incentrato soprattutto sulle allucinazioni uditive, ovvero sulla convinzione di aver percepito un suono o un rumore che in realtà non esistono. I ricercatori hanno fatto ascoltare un rumore di fondo ad alcuni soggetti sani e, in circa la metà degli esperimenti eseguiti, veniva anche fatto ascoltare un suono ben definito ma sempre sul sottofondo di rumore. Ovviamente in queste condizioni non è facile essere sicuri di aver ascoltato il suono, perché disturbati proprio dal rumore di fondo. Pertanto, ci saranno alcuni casi in cui il soggetto non riconosce il suono pur quando questo è stato presentato davvero e altri casi in cui gli sembrerà di averlo sentito pur quando invece non è stato realmente prodotto. I soggetti dovevano quindi indicare se avevano sentito o no il suono e dovevano anche dare una sorta di voto rispetto a quanto fossero sicuri di averlo realmente ascoltato.

Un simile esperimento è stato fatto anche con dei topolini. In questo caso il topolino doveva inserire il musetto in una di due apposite fessure, per dire se aveva o meno sentito il suono, e in tutta risposta avrebbe ricevuto una ricompensa. Nel caso del topolino, la misura di quanto fosse sicuro di aver ascoltato il suono era data dalla quantità di tempo che era disposto ad attendere per la ricompensa stessa.

illusione ottica allucinazioni
Il nostro cervello a volte ci inganna facendoci percepire cose che non esistono o diverse da quelle che esistono (nell’immagine sopra, ad esempio, molti percepiscono una qualche forma di movimento che in realtà non esiste trattandosi di una immagine statica)

I risultati principali sull’uomo e sul topo

I soggetti umani avevano compilato anche un questionario che indagava la loro tendenza ad avere allucinazioni spontanee nella vita quotidiana. Il risultati dello studio hanno dimostrato come prima cosa che le persone che avevano sperimentato più allucinazioni durante l’esperimento erano anche tendenzialmente più suscettibili ad avere allucinazioni nella vita quotidiana.

Un altro risultato interessante si è osservato invece nei topi. Il numero di eventi di allucinazione aumentava quando si inserivano nell’esperimento due condizioni che sono già note per aumentare la probabilità di allucinazioni nell’uomo. Una di queste condizioni era la ketamina, che come risultato aumentava il numero di allucinazioni, in modo simile quindi a quanto sappiamo avvenire sull’uomo. L’altra condizione testata era il grado di aspettativa di ascoltare il suono. In quest’ultimo caso, aumentando la percentuale di esperimenti nei quali il topo sentiva realmente il suono, aumentava anche la sua aspettativa di ascoltarlo. Come conseguenza aumentava anche il numero di allucinazioni, ovvero il numero di esperimenti in cui, pur non essendoci il suono, il topolino credeva di averlo ascoltato.

dopamina
Formula chimica di struttura della dopamina, uno dei più importanti neurotrasmettitori del cervello

La dopamina e il suo ruolo nelle allucinazioni

Successivamente, nei topolini, i ricercatori sono riusciti a misurare, in una determinata zona del cervello nota come “corpo striato”, i livelli di una sostanza che da molto tempo si pensa sia coinvolta nei disturbi psicotici, ovvero la dopamina. Così facendo, hanno potuto osservare che i livelli di dopamina nel corpo striato aumentavano subito prima degli eventi di allucinazione, ovvero quando il topo credeva di aver sentito il suono ma senza sentirlo realmente. Inoltre, i ricercatori sono anche riusciti a manipolare i livelli di dopamina nella stessa zona del cervello, e quando aumentavano la dopamina in quella specifica regione cerebrale, il topo aveva un maggior numero di episodi di allucinazione. Questo effetto scompariva quando somministravano un noto farmaco antipsicotico, l’aloperidolo, che agisce per l’appunto bloccando alcuni effetti della dopamina.

I ricercatori sottolineano come i risultati del loro studio sembrano confermare l’ipotesi che da molti anni vede la dopamina come una sostanza in qualche modo correlata all’insorgenza delle psicosi. Inoltre, gli autori dello studio, mettono in evidenza come con i metodi da loro usati sia possibile studiare i meccanismi cellulari e molecolari coinvolti nelle allucinazioni e quindi intravedono la possibilità di usarli per sviluppare nuovi trattamenti per la schizofrenia e gli altri disturbi psicotici.

Articolo a cura di Angelo Molinaro.