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lunedì, 28 Settembre, 2020

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Torte secche? Usa la matematica!

Il business del cake design è in enorme crescita a livello mondiale e, in Italia, nel 2019 sono già stati superati i risultati degli anni precedenti. Tuttavia, oltre che bella, una torta per essere apprezzata fino all’ultima fetta necessita del contributo indispensabile della matematica.

Si, abbiamo proprio scritto matematica. Per aiutare professionisti e amatori, dedichiamo questo articolo al “metodo scientifico” per conservare una torta umida e gustosa dal primo all’ultimo pezzo. Cosa aspetti? Condividilo con nonne, mamme e pasticcieri di qualunque sesso ed età.

Francis Galton ed il suo metodo matematico

Tagliando una torta rotonda nel modo “tradizionale”, cioè a spicchi, dopo l’estrazione della prima fetta (a forma di cuneo), due lati della medesima resteranno più tempo a contatto con l’aria, asciugandosi e diventando secchi più in fretta. Il rischio è che ogni fetta successiva avrà un lato più morbido e uno più indurito (inconveniente che si fa più evidente se la torta resta in frigo per uno o più giorni).

Per evitarlo, si può ricorrere al metodo matematico per il taglio ottimale che lo scienziato inglese Francis Galton propose il 20 dicembre 1906 sulla rivista scientifica “Nature”, ottimale dal punto di vista della conservazione.

Secondo Galton, conviene tagliare la torta seguendo con il coltello due segmenti paralleli e prossimi al centro (in termini geometrici, due corde parallele ed equidistanti dal centro).

In tal modo si ottengono delle fette a forma (approssimativamente) di parallelepipedo. A questo punto, è possibile far combaciare le parti interne attraversate dal coltello, richiudendo la torta (si veda la figura). Per il taglio successivo, si ripete la medesima operazione seguendo due segmenti paralleli e prossimi al centro, perpendicolari ai due precedenti. Estratta la fetta, si riavvicinano i bordi, “chiudendo” nuovamente la torta.

Man mano che si procede nei tagli successivi, la torta diventa sempre più piccola ma conserva la sua iniziale forma circolare, lasciando esposta all’aria solo la parte esterna. Quella soffice interna, invece, resterà fresca molto più a lungo.

Ti è venuta fame? Invia questo articolo alla persona che sa come risolvere il “problema”.

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Vincenzo Giordanohttp://vincenzo-giordano.blogspot.it
Nato nel 1971 e residente a Bari, è professore a contratto presso il Politecnico di Bari e professore di ruolo di Matematica presso il Liceo Scientifico Statale "E. Fermi" di Bari.