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sabato, 11 Luglio, 2020

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La vitamina D: un aiuto nella prevenzione del cancro?

Se non possiamo curare il cancro, possiamo imparare a proteggerci al meglio dalla sua comparsa. In questa direzione si è sviluppato il lavoro di molti ricercatori Giapponesi che hanno tentato di dimostrare se alti livelli di vitamina D nel sangue potessero essere messi in relazione con un minor rischio di contrarre il cancro. Uno studio prospettico di coorte su larga scala è stato condotto negli ultimi 16 anni sui dati del Japan Public Health Centre (JPHC).

33736 persone, da nove ospedali pubblici del Giappone, sono state coinvolte nello studio; tra queste si sono riscontrati 3301 nuovi casi di tumore. Numeri importanti, dunque, a disposizione degli studiosi che hanno di recente pubblicato sul British Medical Journal (BMJ) i risultati dei loro sforzi.

Lo studio e i suoi risultati

Iniziato più di 16 anni fa, questo studio di coorte, ovvero uno studio condotto osservando nel tempo i partecipanti, si è svolto dividendo in quattro gruppi i partecipanti in base ai loro valori ematici di vitamina D, tenendo conto di vari fattori confondenti come l’età, il sesso, il periodo del prelievo, che avrebbero potuto trarre in inganno i ricercatori alterando i risultati dello studio.

La vitamina D sotto la lente di ingranidmento
Ph: web

Si è cercato di individuare una correlazione un più alto livello di vitamina D nel sangue sia con il rischio generale di contrarre una neoplasia, sia ponendo l’attenzione su specifici tipi di cancro tra i più diffusi a livello mondiale, come quello al fegato, alla prostata o al polmone.

I ricercatori hanno osservato una insorgenza di malattia nel gruppo con maggiori quantità di vitamina D più bassa di circa il 20% rispetto al controllo. Valori ancor più significativi, tra il 40% e il 50%, sono emersi per quanto riguarda neoplasie specifiche a carico del fegato. Nessun risultato rilevante invece è stato ottenuto per tumori di prostata e polmone.

I ricercatori hanno sottolineato come il loro lavoro evidenzi un’azione protettiva della vitamina D nei confronti dell’organismo umano, seppur si sia limitato alla semplice osservazione di un evento.

Saranno necessari, sicuramente, studi più approfonditi per valutare gli effetti positivi della vitamina nella prevenzione di neoplasie ed eventualmente per indagarne i meccanismi di azione.

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Antonio Innocenzihttp://science.closeupengineering.it
Nato a L'Aquila, è studente in Medicina e Chirurgia presso l' "Università degli Studi di L'Aquila". Appassionato di divulgazione scientifica, soprattutto applicata al mondo della Medicina.