Il 15 settembre Google celebra Ynés Enriquetta Julietta Mexía, botanica statunitense di origini messicane, nota per la sua collezione di nuove specie di piante (cinquecento) provenienti da diverse aree del Messico e del Sud America e per la scoperta di un nuovo genere di Compositae.

Nata a Washington D.C. nel 1870, Ynés era la figlia di un diplomatico messicano, divenne assistente sociale e si trasferì in California: si innamorò della natura all’età di 51 anni e iniziò a studiare botanica:

 «Mexía sfidò terremoti, paludi e bacche velenose per raggiungere un remoto vulcano al confine tra Colombia ed Ecuador, tutto per il bene delle scoperte botaniche».

Google

E’ la motivazione con cui il noto motore di ricerca le ha dedicato un doodle. Perché proprio il 15 settembre? Perché in questa data, nel 1925, la Mexía intraprese il suo primo viaggio a Sinaloa, in Messico, alla ricerca di rare specie botaniche: caduta da una scogliera, si fratturò la mano e alcune costole ma tornò a casa con 500 esemplari, 50 dei quali in precedenza non ancora scoperti.

Dopo questo viaggio la donna ne intraprese molti altri in tutto il Messico, e molte delle specie scoperte presero il suo nome: come una pianta fiorita della famiglia delle margherite scoperta nel 1928 e chiamata “Zexmenia mexiae” (oggi “Lasianthaea macrocephala”). Pur non avendo completato gli studi e senza mai aver raggiunto la laurea, il lavoro della Mexía fu notevole: non solo divenne una delle collezioniste più famose (circa 150.000 esemplari raccolti nel corso della sua carriera) ma ancora oggi gli scienziati stanno studiando i campioni di Mexía,ospitati in diversi istituti in tutto il mondo.