Geologia

Terremoto in turchia: l’Anatolia si è spostata di 3 metri

Il terremoto avvenuto in Turchia del 6 gennaio 2023 probabilmente resterà nella storia di quelli europei e non solo. I simosmografi hanno infatti registrato un valore di 7.9 Mwpd; che non è altro che la misura della dimensione del sisma espresso in magnitudo momento con procedura che implica anche la durata di rottura. Tale energia è stata capace di spaccare una intera placca tettonica di 150 km, spostando l’Anatolia di circa 3 metri. Inoltre, come afferma un esperto dell’Ingv italiano, la faglia dove è avvenuto il sisma potrebbe aver deformato la crosta.

Il terremoto in Turchia: un punto di vista scientifico

Alla base delle motivazioni di un sisma ci sono giustificazioni che coinvolgono la crosta terrestre. Infatti, le rocce che formano questo strato, subiscono continuamente giganteschi sforzi. Tali sollecitazioni sono il riultato di lenti movimenti tra quelle che sono definite placche. Ossia, grosse porzioni di strato superficiale della terra in cui essa è suddivisa.

Qualora gli sforzi superino il limite di resistenza delle rocce, queste si rompono all’improvviso liberando energia. Tale energia si propaga, sotto forma di onde sismiche, dall’ipocentro in tutte le direzioni, generando il terremoto. Alle volte le conseguenze del processo di formazione dell’ipocentro si manifestano in superficie attraverso la propagazione della frattura generante il sisma, chiamata faglia.

Ma perchè avviene tutto ciò? La spiegazione, ancora una volta risiede nella struttura di composizione del nostro pianeta. La terra in effetti, è fatta di più strati molti differenti tra loro, la crostra, il mantello e il nucleo. Pìù in dettaglio, i terremoti nascono nella parte più interna del mantello e la crostra; l’insieme delle due costituisce la litosfera.

I giganteschi sforzi subiti dalle rocce formanti crostra e mantello superiore sono il risultato di questa particolare composizione. In particolare, come detto in precedenza, la causa sono i lenti movimenti tra le grandi placche in cui è suddiviso lo strato più superficiale della Terra. Il mantello, è caratterizzato dai così detti moti convettivi, che producono questi lenti movimenti spingendo e trascinando le placche. Perciò, è per questo che quando gli sforzi superano il limite di resistenza delle rocce, quest’ultime si rompono generando una frattura; ma soprattuto propagando l’enorme quantità di energia discussa all’inizio sotto forma di onde elestiche.

Le faglie che interessano la Turchia

Non è la prima volta che un terremoto colpisce questa zona: Nell’ultimo secolo l’Est Anatolica ha fatto molto parlare di sé. Le numerose scosse, che anche in questo momento, si succedono in Turchia, sono il risultato della presenza di una delle due grandi faglie lì presenti.

In particolare, vi è un punto triplo in cui convergono la placca arabica, quella Anatolica e l’africana; il terremoto è partito dalla faglia Est Anatolica. Il tipo di movimento che interessa questa faglia è definito trascorrente, orizzontale. E purtroppo per chi ci vive, le dimensioni della faglia sono ragguardevoli: dal Mediterraneo fin quasi al Mar Nero, raggiunge anche Istanbul tramite la Nord Anatolica.

Published by
Antonio Aversano