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Vedi quest’immagine a colori? In realtà è in bianco e nero: ecco perché

Quanti colori riesci a distinguere in quest'immagine? In realtà l'immagine è in bianco e nero: ti spieghiamo il perché e cosa dice la scienza.

Categorie Curiosità e Consigli · Scienza e Scienziati

Dopo il tormentone del vestito bianco e oro o blu e nero si sono susseguiti altri di molto simili. Troviamo la scarpa rosa e bianca o verde e grigia, o le pillole, ma anche fenomeni sonori ci hanno affascinato negli ultimi anni: vi ricordate “Yanny o Laurel”? È stata l’illusione uditiva che ha diviso il web nel 2018. Oggi ci troviamo davanti a un fenomeno che potrebbe sembrare simile, ma che in realtà è molto diverso: è possibile vedere un’immagine a colori senza che essa sia stata colorata? Sì, ed è quello che possiamo apprezzare in quest’immagine che in realtà è in bianco e nero:

immagine bianco e nero
Credits: Chuwa Francis CC-BY-SA 2.0

La vedi a colori? In realtà è in bianco e nero: cosa dice la scienza

Ciò che trae in inganno il nostro cervello è la griglia colorata che è stata sovrapposta all’immagine originale in bianco e nero, creata da Chuwa Francis. Non è un problema legato ai nostri occhi o alla retina, bensì è il nostro cervello che cerca di “riempire gli spazi vuoti” assegnando il colore della griglia anche alla sezione di immagine circostante.

Secondo l’esperto di visione Bart Anderson, dell’Università di Sydney, il fenomeno è legato al fatto che il nostro cervello, essendo un organo molto impegnato, cerca di minimizzare il consumo energetico. In questo modo, se riceviamo solo informazioni parziale, come in questo caso (la griglia), il cervello cercherò di processare velocemente quest’informazione, assumendo che tutta la zona intorno a questa informazione parziale abbia caratteristiche simili a quelle in suo possesso. Inoltre, la nostra percezione del colore tende a dare maggiore importanza a ciò che predomina.

Esiste un “trucco” per verificare che quello che stiamo affermando è vero? Certo, è sufficiente che si focalizzi l’attenzione su un punto qualsiasi delle magliette dei ragazzi, quindi si porta il cervello a lavorare a pieno ritmo, e si vedrà (chiaramente) come – ad esclusione del reticolo stesso – il colore dell’immagine in quel punto è grigio (o, più precisamente, una sfumatura di grigio compresa tra il bianco e il nero). In ogni caso, la quantità di colori presenti in quest’immagine può anche variare da persona a persona.

L’origine di immagini di questo tipo

immagine bianco e nero

Questa è un’altra immagine dello stesso genere, creata dall’artista e sviluppatore di software Øyvind Kolås come esperimento visivo. Questa tecnica, battezzata da Kolås come “l’illusione della griglia di assimilazione del colore”, permette di ottenere immagini colorate a partire da immagini in bianco e nero, come la prima immagine di questo articolo.

“Una griglia colorata troppo saturata sovrapposta a un’immagine in scala di grigi fa sì che le celle in scala di grigi siano percepite come aventi colore”

Øyvind Kolås

Øyvind Kolås è stato ispirato da altre illusioni visive legate alla percezione del colore come quelle di David Novick o, in particolare, quelle di Munker legate alle palline da tennis. L’artista, però, non ha solo utilizzato delle griglie ma anche altri pattern con forme diverse: ad esempio punti o linee parallele. Con queste nuove forme il risultato è pressoché lo stesso. Di seguito una serie di esempi.

“Il raster di punti offre una bella analogia con la mezzatinta usata nella stampa, dove l’assimilazione del colore aiuta la miscela ottica dei colori che avviene già prima che il nostro sistema visivo venga coinvolto”

Øyvind Kolås

Non solo immagini ma anche video

Come vediamo nel video precedente, la medesima tecnica può essere utilizzata anche per modificare immagini in movimento. Øyvind Kolås ha “colorato” questa clip dopo che la sua immagine era diventata virale sui social. Il risultato, come per le immagini, è davvero impressionante. Il nostro cervello, dunque può essere ingannato con opportune tecniche che vadano a cogliere le imperfezioni dei nostri sensi.

FONTI VERIFICATE